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Mattarella e Meloni a Modena. Il capo dello Stato ai medici: “Grazie per ciò che fate”. Pientedosi spiega cosa è successo

Pubblicato: 17/05/2026 13:25

C’è un momento, nelle ore che seguono una tragedia improvvisa, in cui la cronaca istituzionale si intreccia con il bisogno di presenza e ascolto. A Modena, all’interno dell’ospedale di Baggiovara, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno fatto visita ai feriti del grave investimento avvenuto nel centro cittadino. La permanenza è stata breve, circa venti minuti, ma il significato politico e umano dell’incontro ha assunto un peso rilevante nel contesto di una città ancora scossa. L’attenzione è rimasta concentrata sulle condizioni dei pazienti e sul lavoro del personale sanitario.

Ad accompagnare le massime cariche dello Stato erano presenti il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e il sindaco di Modena Massimo Mezzetti. L’intera visita si è svolta senza dichiarazioni pubbliche, né all’arrivo né all’uscita dalla struttura ospedaliera. Il clima è rimasto riservato, segnato dal confronto diretto con i medici, con i soccorritori e con chi ha gestito le fasi più critiche immediatamente successive ai fatti. Una scelta di sobrietà istituzionale che ha accompagnato ogni momento della presenza ufficiale.

Visita in ospedale

All’interno dell’ospedale di Baggiovara, il presidente Sergio Mattarella ha potuto incontrare l’unico ferito nelle condizioni di sostenere un colloquio. L’uomo, uno chef rimasto coinvolto nell’investimento, ha raccontato di sentirsi fortunato rispetto alla gravità dell’episodio, pur mostrando un forte turbamento per quanto accaduto davanti ai suoi occhi. Nel dialogo con il capo dello Stato ha pronunciato una frase rimasta impressa: “Sarebbe stato bello incontrarci in altre occasioni”. Mattarella ha risposto esprimendo riconoscenza verso il personale sanitario, sottolineando il valore quotidiano del lavoro svolto in contesti di emergenza.

Durante la visita, il presidente e la premier hanno inoltre incontrato alcuni cittadini che sono intervenuti per cercare di fermare il 31enne alla guida della Citroen responsabile dell’episodio. Tra loro anche Luca Signorelli, 47 anni, che ha provato a bloccare l’uomo subito dopo l’impatto. L’uomo ha raccontato ai giornalisti di non considerarsi un eroe, ma di aver reagito d’istinto in una situazione concitata, aggiungendo di ritenere che “l’Italia c’è ancora”. Un gesto che ha contribuito a ricostruire le fasi immediatamente successive al fatto.

Posizione del governo

Sul piano istituzionale e investigativo è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha fornito una prima lettura dell’accaduto al termine di una riunione in prefettura a Modena. Secondo quanto dichiarato, l’episodio sarebbe riconducibile, allo stato attuale delle verifiche, a una condizione di disagio psichiatrico, elemento che tuttavia non modifica la gravità degli effetti prodotti. Il ministro ha ribadito che ogni accertamento è ancora in corso e che sarà compito della magistratura chiarire ogni aspetto.

Piantedosi ha inoltre escluso criticità sul fronte della antiterrorismo, sottolineando che non emergono elementi che possano far pensare a falle nei sistemi di prevenzione. Ha aggiunto che “non minimizzare” significa prendere atto della complessità della situazione, evidenziando come talvolta possano sovrapporsi dinamiche diverse e difficilmente prevedibili. Il ministro ha quindi invitato a lasciare lavorare gli inquirenti, ribadendo che la tragicità del fatto rimane invariata indipendentemente dalle motivazioni. La città, intanto, continua a fare i conti con le conseguenze emotive e materiali di una giornata che ha lasciato feriti, paura e interrogativi ancora aperti.

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Ultimo Aggiornamento: 17/05/2026 16:52

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