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“Hanno tremato le mura”. Forte scossa di terremoto, il panico in pochi istanti

Pubblicato: 18/05/2026 13:35

Una forte scossa di terremoto ha interrotto la notte provocando paura e momenti di forte tensione in un’ampia area del Sud-Est asiatico. Il sisma, avvertito distintamente anche a centinaia di chilometri di distanza dall’epicentro, ha fatto oscillare edifici e infrastrutture, spingendo migliaia di persone a lasciare abitazioni, uffici e strutture pubbliche nel cuore della notte.

Le vibrazioni si sono propagate rapidamente lungo la regione, risultando particolarmente evidenti nei piani alti dei grandi palazzi urbani. In molti quartieri cittadini residenti e lavoratori sono scesi in strada spaventati, mentre le autorità hanno immediatamente avviato le verifiche di sicurezza. Al momento non risultano vittime né crolli strutturali di rilievo, ma il monitoraggio resta costante.

Secondo i dati ufficiali diffusi dal Dipartimento meteorologico thailandese, il terremoto ha raggiunto una magnitudo di 5.3 ed è stato registrato alle 02:05 UTC lungo la costa meridionale del Myanmar. L’ipocentro è stato localizzato a una profondità molto superficiale, appena 10 chilometri, a circa 247 chilometri a sud-ovest della provincia thailandese di Tak. Proprio la ridotta profondità del sisma ha favorito una propagazione molto intensa delle onde sismiche.

Gli effetti del terremoto sono stati avvertiti chiaramente fino a Bangkok, dove numerosi grattacieli hanno oscillato sensibilmente per diversi secondi. In particolare nei quartieri centrali della capitale thailandese, impiegati, pazienti ospedalieri e residenti dei condomini più alti hanno lasciato temporaneamente gli edifici per precauzione, mentre i servizi di emergenza verificavano eventuali criticità.

Dal punto di vista geologico, l’area interessata rappresenta uno dei sistemi tettonici più complessi e instabili del pianeta. Il Myanmar si trova infatti lungo la zona di convergenza tra la placca Indiana e la microplacca di Burma, collegata al sistema eurasiatico. La placca Indiana continua a muoversi verso nord-est, scivolando sotto quella birmana attraverso un processo di subduzione obliqua che accumula enormi tensioni nel sottosuolo.

Quando queste tensioni superano il limite di resistenza delle rocce, l’energia si libera improvvisamente sotto forma di terremoti. La regione del Mar delle Andamane combina inoltre fenomeni di subduzione, faglie trascorrenti e movimenti di espansione oceanica, creando un equilibrio geologico estremamente fragile e soggetto a frequenti attività sismiche.

A rendere particolarmente percepito l’evento è stata anche la natura del terreno su cui sorge Bangkok. Il sottosuolo alluvionale della capitale thailandese tende infatti ad amplificare le oscillazioni, soprattutto negli edifici alti. Per questo motivo anche terremoti con epicentro distante possono provocare movimenti evidenti all’interno dei grattacieli.

La storia sismica del Myanmar conferma l’elevata pericolosità dell’area. Una delle strutture più attive è la Faglia di Sagaing, una gigantesca faglia che attraversa il Paese da nord a sud ed è responsabile di alcuni dei terremoti più devastanti registrati nella regione. Nel corso del Novecento questa struttura ha generato diversi eventi superiori a magnitudo 7, causando gravi distruzioni soprattutto nelle aree di Bago e Yangon.

Anche negli ultimi anni la regione è stata colpita da terremoti molto forti. Nel marzo 2025 un sisma di magnitudo 7.7 aveva interessato l’area settentrionale vicino a Mandalay, mentre le coste meridionali restano influenzate dalla grande fossa di subduzione delle Andamane, collegata al sistema geologico che provocò il devastante tsunami del 2004. Il terremoto registrato nelle ultime ore si inserisce dunque in un contesto di continua attività tettonica e costante rilascio di energia nel sottosuolo asiatico.

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