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Orrore in metropolitana: morte tremenda sulle scale mobili. La scena atroce

Pubblicato: 18/05/2026 15:32
Scala mobile in una stazione della metropolitana: luogo della tragedia

Ci sono gesti che facciamo senza pensarci: un passo dopo l’altro, lo sguardo sul telefono, la fretta di arrivare. Eppure, in una città che corre, basta un attimo perché la normalità si trasformi in qualcosa di irreparabile. È il lato più fragile della vita urbana: quello in cui la routine, all’improvviso, smette di proteggerci.

È accaduto in una stazione della metropolitana nell’area di Boston. Un uomo di 40 anni, Steven McCluskey, residente a Somerville, è caduto su una scala mobile: i vestiti sono rimasti incastrati nel meccanismo dei gradini e, secondo quanto ricostruito, l’incidente ha portato a una lenta asfissia, davanti a numerosi presenti.

Il video che inchioda la scena

Le telecamere di sorveglianza hanno registrato tutto. Nei filmati si vede Steven mentre cerca di liberarsi: si agita, lotta, prova a respirare, intrappolato in quella che da semplice infrastruttura quotidiana diventa una trappola. Il dettaglio più duro, però, è attorno a lui: almeno una decina di persone passa, guarda, osserva.

Eppure, secondo quanto emerso, nessuno interviene in modo decisivo, e soprattutto nessuno chiama subito i soccorsi. Una situazione che, col passare dei minuti, si fa ancora più difficile da accettare proprio perché avviene in uno spazio pubblico, sotto gli occhi di tutti.

Metropolitana: scale mobili e area di passaggio in stazione

Il ritardo nei soccorsi e le domande della famiglia

La richiesta di aiuto, sempre secondo la ricostruzione, sarebbe arrivata soltanto 18 minuti dopo l’incidente. Un tempo enorme, quando ogni secondo può cambiare l’esito. Le immagini mostrano anche una persona che si ferma, tenta un accenno di intervento, poi rinuncia e si allontana. Steven continua a muovere le gambe, sempre più lentamente, fino a fermarsi del tutto.

Il dolore della famiglia si è trasformato rapidamente in accuse e interrogativi. “Il fatto che la sua morte si sarebbe potuta evitare o comunque prevenire mi fa chiedere perché è successo”, ha dichiarato la sorella minore alla Nbc, dando voce a un senso di incredulità che va oltre la tragedia.

Stazione della metropolitana: area delle scale mobili

Sicurezza in metropolitana: cosa dovrà chiarire l’inchiesta

Ancora più dura la madre, che punta il dito sulla sicurezza in metropolitana e sull’assenza di controllo: “Dov’era la sicurezza? Dove erano gli agenti in giacca rossa che dovrebbero essere presenti su tutti i piani dall’apertura alla chiusura? Com’è possibile che, in una stazione ferroviaria così affollata, nessuno si sia fermato e nessuno lo abbia visto?”.

Quando i vigili del fuoco sono arrivati, oltre 20 minuti dopo, la situazione era già gravissima. I soccorritori hanno spiegato che gli indumenti dell’uomo erano stati trascinati e stretti al punto da comprimergli fatalmente la gola. Trasportato in ospedale, Steven McCluskey è sopravvissuto ancora dieci giorni prima di morire.

Responsabilità pubblica e una ferita aperta

Ora l’inchiesta dovrà chiarire la dinamica dell’incidente, ma soprattutto il ruolo del personale della metropolitana, la presenza effettiva degli addetti alla sicurezza e le ragioni del ritardo nei soccorsi. Per la famiglia, la richiesta è netta: capire se qualcuno avrebbe potuto e dovuto agire prima.

“Voglio essere certa che qualcuno o qualcosa venga ritenuto responsabile del fatto che mio fratello non sia stato protetto in uno spazio pubblico”, ha detto la sorella. E in questo passaggio la vicenda supera la cronaca: perché quando una tragedia avviene in mezzo alla folla, la domanda che resta sospesa è sempre la stessa—com’è possibile che un uomo sia stato lasciato morire davanti a tutti?

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