
La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha lanciato un nuovo allarme sugli effetti della crisi energetica sull’economia europea, assicurando però che la Bce resta “saldamente impegnata” a garantire la stabilità dei prezzi e a riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%.
Parlando a Nicosia al termine della riunione dell’Eurogruppo, Lagarde ha spiegato che lo shock energetico rappresenta “un evento molto significativo” per l’Eurozona, con conseguenze dirette e indirette sull’economia, sulla crescita e sul costo della vita. La presidente della Bce ha sottolineato che Francoforte continuerà a monitorare attentamente tutti gli indicatori economici, comprese le aspettative di inflazione.
“Gli effetti continueranno anche dopo”
Secondo Lagarde, anche nel caso in cui la crisi energetica dovesse risolversi rapidamente, gli effetti sull’economia europea continuerebbero comunque a manifestarsi nel tempo.
La numero uno della Bce ha parlato infatti di “effetti ritardati” destinati a protrarsi anche dopo la fine dell’emergenza, spiegando che il ritorno alla situazione precedente richiederà tempo. Inoltre, ha avvertito che al termine della crisi i livelli dei prezzi potrebbero comunque restare più elevati rispetto al passato.
“Il nostro mandato è garantire la stabilità dei prezzi al 2% e adotteremo tutte le misure necessarie per raggiungere questo obiettivo”, ha dichiarato.
Inflazione e tassi d’interesse
Lagarde ha ricordato che ad aprile la Bce ha deciso di lasciare invariati i tre principali tassi d’interesse, ma ha evitato di fornire indicazioni precise sulle prossime mosse della banca centrale.
La presidente ha spiegato che Francoforte continuerà a seguire un approccio “basato sui dati”, valutando riunione dopo riunione quale orientamento di politica monetaria sia più adatto per riportare l’inflazione sotto controllo.
Particolare attenzione verrà riservata agli effetti indiretti della crisi energetica e ai cosiddetti “effetti di secondo livello”, cioè il rischio che l’aumento dei prezzi dell’energia si trasferisca stabilmente su salari, beni e servizi.
La preoccupazione per l’energia
Lagarde ha sottolineato che molto dipenderà dalla durata e dall’intensità dello shock energetico, oltre che dalla capacità dell’Europa di gestire le proprie riserve strategiche.
La Bce guarda con attenzione anche al tema delle scorte di petrolio e gas e alla capacità dei Paesi europei di sostenere la domanda senza provocare ulteriori pressioni sui prezzi.
Nonostante il contesto di forte incertezza, la presidente della Bce ha assicurato che le aspettative di inflazione a lungo termine restano ancora “sostanzialmente ben ancorate”, elemento considerato fondamentale per evitare una spirale inflazionistica più difficile da controllare.


