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“La mafia voleva piegare lo Stato”: il ricordo di Mattarella a 34 anni dalla strage di Capaci

Pubblicato: 23/05/2026 10:22

Nel giorno del 34esimo anniversario della strage di Capaci, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta uccisi il 23 maggio 1992, definendo quell’attentato “un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani”.
“La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica”, ha dichiarato il capo dello Stato in un messaggio diffuso dal Quirinale. “La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco contro la libertà e la dignità degli italiani”.

Il ricordo di Falcone e della scorta

Mattarella ha rivolto un pensiero commosso a Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, morti nell’attentato mafioso sull’autostrada A29 vicino Palermo.

Nel messaggio il presidente ha ricordato anche Paolo Borsellino e gli agenti uccisi nella strage di via D’Amelio: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. Tutti, ha sottolineato Mattarella, “testimoni fino al sacrificio estremo dei valori costituzionali incompatibili con le trame infami della mafia”.

Secondo il capo dello Stato, il 23 maggio 1992 rappresentò “l’avvio della riscossa civile” del Paese, tanto da diventare simbolicamente la “Giornata della legalità”.

“La mafia voleva piegare lo Stato”

Nel suo intervento Mattarella ha ricordato come Cosa Nostra tentò di piegare le istituzioni attraverso la violenza e il ricatto, trovando però “risposte inflessibili” da parte dello Stato e della società civile.

“L’organizzazione criminale voleva piegare le istituzioni con la violenza e il ricatto, ma si è trovata di fronte a risposte inflessibili, subendo sconfitte irreversibili”, ha affermato il presidente, ringraziando “donne e uomini delle istituzioni, coraggiosi e tenaci” e il contributo decisivo dei cittadini.

Mattarella ha poi sottolineato che la lotta alla mafia continua ancora oggi contro “le zone grigie, l’indifferenza e le metamorfosi della piovra criminale”.

Gli interventi di Meloni, La Russa e Piantedosi

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato la strage di Capaci definendola “una dolorosa pagina della nostra storia” e sottolineando l’importanza della memoria e dell’impegno civile, soprattutto verso i più giovani.

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato invece di “eredità morale” lasciata da Falcone e dagli uomini della scorta, mentre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito l’impegno delle istituzioni nel custodire la memoria delle vittime della mafia e nel proseguire la battaglia contro la criminalità organizzata.

Anche la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha ricordato Falcone e tutte le vittime delle mafie, promettendo che “non dimenticheremo mai”.

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