
CASTEL GANDOLFO – Un pranzo condiviso con poveri, rifugiati e persone in difficoltà per ribadire che la lotta alla povertà e alle ingiustizie deve essere una priorità della Chiesa e della società. È il gesto compiuto da Papa Leone XIV, che ha partecipato a un momento di convivialità con circa duecento persone assistite dalla Caritas di Roma, dalla Diocesi e da diverse associazioni impegnate nel sostegno ai più fragili.
L’incontro si è svolto al Borgo Laudato sì, all’interno delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, dove il Pontefice sta trascorrendo un periodo di riposo. Presenti anche gli operatori delle realtà assistenziali e i rappresentanti del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale, insieme al cardinale vicario di Roma Baldassarre Reina, alla neoprefetta suor Alessandra Smerilli e al pro-prefetto cardinale Fabio Baggio.
“Ho fame di giustizia e di autentica carità”
Prima del pranzo, Leone XIV ha rivolto un breve saluto ai presenti, spiegando di essere arrivato “senza discorso, però con fame”. Una fame che, ha precisato, è quella della giustizia, dell’autentica carità e di una Chiesa capace di accogliere tutti.
Il Papa ha auspicato che possano essere eliminate “le cause della povertà” e “le cause dell’ingiustizia” ancora presenti nel mondo, indicando nell’accoglienza, nella riconciliazione e nel perdono i pilastri di una comunità cristiana aperta e inclusiva.
Richiamando uno dei titoli tradizionalmente attribuiti al Pontefice, quello di costruttore di ponti, Leone XIV ha sottolineato la necessità di creare legami tra le persone, le famiglie e la società, per costruire una convivenza fondata sulla giustizia e sulla pace.
A tavola con rifugiati da quattro Paesi
Al tavolo del Pontefice hanno preso posto persone provenienti da diversi contesti di sofferenza. Tra loro una rifugiata della Tanzania con i suoi due figli, una giovane rifugiata del Perù, uno studente assistito dal Centro Astalli, un uomo originario del Sudan che ha completato un percorso di formazione professionale nel settore della pasticceria, un cittadino ucraino accolto da una parrocchia romana e un italiano seguito dalla rete di assistenza della diocesi.
Gli altri partecipanti hanno condiviso il pranzo lungo un’unica tavolata di diverse decine di metri. Prima del pasto il Papa ha salutato alcuni dei presenti e, come già avvenuto in occasioni analoghe, al termine dell’incontro ha dedicato un momento personale ai commensali.
Il menù prevedeva amatriciana, arrosto di vitello, cicoria ripassata e fragole con panna, in un pranzo pensato come occasione di incontro, condivisione e vicinanza concreta alle persone più fragili.


