
La notizia politicamente più significativa della giornata arriva da Cene, in provincia di Bergamo, dove la Lega ha perso una delle sue roccaforti simboliche. Non un Comune qualunque, ma il primo municipio conquistato dal Carroccio nella sua storia, amministrato senza interruzioni dal 1990.
A interrompere questo lungo ciclo è stato Roberto Radici, candidato civico moderato, insegnante di sostegno e volto molto conosciuto anche nel mondo sportivo locale. Radici, allenatore della Gandinese e selezionatore della squadra che ogni estate affronta l’Atalanta durante il ritiro, ha battuto nettamente la candidata leghista Gaia Anselmi.
Il risultato di Cene pesa soprattutto per il suo valore politico e simbolico. Per la Lega, quel Comune rappresentava una sorta di luogo delle origini, una bandiera identitaria rimasta alzata per oltre tre decenni. La sconfitta, quindi, non riguarda soltanto un’amministrazione locale, ma racconta anche la difficoltà del partito a conservare alcuni presidi storici.
Secondo molti osservatori locali, l’esito non arriva del tutto a sorpresa. La Lega aveva incontrato difficoltà nella costruzione della lista e la stessa Gaia Anselmi si era già candidata nella precedente tornata senza riuscire a essere eletta. In questo quadro, la candidatura civica di Roberto Radici ha intercettato un consenso più largo, moderato e trasversale.
La caduta della roccaforte di Cene diventa così uno dei segnali politici più rilevanti di questa tornata amministrativa. Dopo 36 anni di governo ininterrotto, il passaggio di mano segna la chiusura di una stagione e apre una fase nuova per un territorio che, per la storia della Lega, aveva un significato ben superiore al suo peso demografico.


