
Dopo mesi di attesa, arriva il via libera al nuovo Dpcm Automotive, il piano con cui il Governo punta a sostenere la filiera dell’automotive italiana attraverso investimenti, innovazione e incentivi destinati sia alle imprese sia ai cittadini. Il provvedimento mobilita complessivamente oltre 1 miliardo e 343 milioni di euro, con l’obiettivo di accompagnare il settore nella delicata fase della transizione industriale ed energetica.
Il decreto, atteso da quasi un anno, è stato annunciato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e ora dovrà essere trasmesso alla Corte dei conti per gli ultimi passaggi formali. Il piano prevede risorse per ricerca e sviluppo, sostegno agli investimenti produttivi e una serie di agevolazioni rivolte alla mobilità sostenibile, comprese misure dedicate all’acquisto di moto, scooter, furgoni e programmi di noleggio a lungo termine per chi ha redditi più bassi.
L’intervento punta anche a sostenere il rinnovo del parco circolante dei veicoli commerciali, in un momento in cui il comparto automotive europeo è chiamato a confrontarsi con la trasformazione tecnologica e con la crescente concorrenza internazionale.
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Le risorse per la filiera automotive
La parte più consistente dei fondi sarà destinata direttamente alle imprese della filiera automobilistica. Circa il 70% delle risorse previste dal Dpcm Automotive servirà infatti a finanziare progetti di ricerca, sviluppo e innovazione.
Tra gli strumenti previsti ci sono accordi per l’innovazione, contratti di sviluppo e mini contratti di sviluppo dedicati alle piccole e medie imprese del settore automotive. L’obiettivo dichiarato è favorire investimenti produttivi e sostenere la riconversione industriale in vista delle nuove sfide legate alla mobilità sostenibile.
Adolfo Urso ha definito il provvedimento “una grande spinta alla ricerca e all’innovazione nelle nuove tecnologie della mobilità e quindi agli investimenti produttivi, per affrontare la transizione industriale ed energetica nel momento decisivo in cui le case automobilistiche rivedono i loro piani industriali per rispondere meglio alla sfida del mercato e alla concorrenza asiatica”.
Secondo il ministro, il piano rappresenta un cambio di strategia rispetto al passato, con un maggiore focus sul sostegno strutturale alle imprese piuttosto che sui tradizionali incentivi al mercato.

Bonus moto, scooter e furgoni: come funzionano
Il restante 30% delle risorse sarà invece dedicato agli incentivi destinati all’acquisto di veicoli commerciali, moto e scooter, oltre ai programmi di noleggio a lungo termine sociale.
Tra le misure più attese c’è il cosiddetto bonus moto e furgoni, che prevede una serie di agevolazioni rivolte alle piccole imprese del trasporto merci e ai cittadini con redditi bassi.
Nel dettaglio, le risorse saranno così suddivise:
- 180 milioni di euro per l’acquisto di veicoli commerciali delle categorie N1 e N2 destinati alle piccole e medie imprese del trasporto merci;
- 90 milioni di euro per l’acquisto di moto, scooter e quadricicli elettrici o ibridi;
- circa 20 milioni per il retrofit Gpl e metano delle auto;
- 68 milioni per infrastrutture di ricarica domestica.
Le agevolazioni saranno quindi concentrate soprattutto sulla mobilità sostenibile e sul rinnovo dei mezzi più inquinanti.

Noleggio sociale per redditi bassi
Una delle novità più significative del Dpcm Automotive riguarda il nuovo programma di noleggio a lungo termine sociale, finanziato con 50 milioni di euro.
La misura sarà riservata ai soggetti con un Isee inferiore ai 30mila euro e sarà subordinata alla rottamazione di una vecchia auto fino a Euro 4. L’obiettivo è consentire anche alle famiglie economicamente più fragili di accedere a veicoli più moderni e meno inquinanti.
Il ministro Urso ha spiegato che si tratta di “un piano strutturale” pensato per accompagnare la trasformazione dell’intera filiera automotive, dalla componentistica ai sistemi di mobilità più avanzati.
“È la linea che abbiamo indicato fin dall’inizio, spostando l’asse dai sussidi al mercato al sostegno agli investimenti delle imprese, con strumenti mirati a sviluppo, ricerca, innovazione, riconversione produttiva e crescita industriale”, ha dichiarato il ministro.
Gli obiettivi del piano automotive
Il Dpcm Automotive si inserisce nel più ampio percorso di trasformazione del settore automobilistico europeo, chiamato a investire sempre di più in tecnologie sostenibili, elettrificazione e digitalizzazione dei veicoli.
Il Governo punta a sostenere la competitività delle aziende italiane in una fase considerata decisiva per il futuro dell’industria automobilistica. Il piano guarda infatti sia al rafforzamento della produzione sia alla diffusione di mezzi meno inquinanti, incentivando contemporaneamente consumatori e imprese.
Con il via libera definitivo del decreto, il comparto attende ora l’attuazione concreta delle misure e la pubblicazione delle modalità operative per accedere ai nuovi incentivi previsti dal piano.


