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“Cosa le hanno fatto in commissariato”. L’agghiacciante denuncia di una donna, sei agenti indagati

Pubblicato: 26/05/2026 19:33

Una denuncia orribile, una violenza avvenuta addirittura all’interno di un commissariato di polizia su una donna da parte di agenti in divisa. Parole gravissime che, se dovessero trovare conferma nei fatti, aprirebbero uno squarcio spaventoso.

Tutto è successo in Italai, dove sono stati avviati accertamenti sull’operato di alcuni agenti a seguito di quanto raccontato da una donna.

Un controllo di polizia nel centro di Roma, poi il trasferimento in commissariato e le di violenze. Queste le accuse mosse da parte di un uomo di cittadinanza cubana che ha fatto scattare l’inchiesta della procura che ora coinvolge sei poliziotti della questura capitolina. I pubblici ministeri hanno chiesto gli arresti domiciliari per quattro agenti in servizio nei commissariati Esquilino e Celio e la sospensione dal servizio per altri due del commissariato Viminale.

Auto della polizia italiana durante un intervento

I sei appartenenti alla polizia di Stato sono indagati, a vario titolo, per sequestro di persona, lesioni, falso ideologico, calunnia e favoreggiamento. Al centro dell’indagine c’è quanto accaduto il 27 agosto scorso a un uomo cubano fermato dagli agenti in via Gioberti. Secondo la ricostruzione della procura, l’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a furti, sarebbe stato sottoposto a un controllo di routine degenerato rapidamente. Alcune immagini video acquisite dagli investigatori mostrerebbero momenti considerati anomali durante l’identificazione in strada. Tra questi anche uno schiaffo sferrato all’uomo mentre veniva controllato dagli agenti.

Dopo il fermo, il cittadino cubano sarebbe stato portato negli uffici del commissariato Viminale. Qui la situazione sarebbe ulteriormente peggiorata. L’uomo, che era ammanettato, avrebbe tentato di opporsi all’arresto e sarebbe stato colpito con un pugno al volto. Trasportato in ospedale, i medici gli hanno diagnosticato la lussazione di un dito e una ferita all’arcata sopracciliare, con una prognosi di 18 giorni. Una volta dimesso dal pronto soccorso, il cittadino cubano avrebbe denunciato gli episodi direttamente alla polizia, facendo partire così l’indagine della squadra mobile.


Gli investigatori hanno poi concentrato l’attenzione anche sui verbali compilati dagli agenti. Nella versione riportata negli atti di servizio, infatti, il ferito si sarebbe procurato le lesioni autonomamente. Una ricostruzione che la procura considera falsa e che ha portato anche alle contestazioni di falso ideologico e calunnia. I sei poliziotti, assistiti dagli avvocati Carlo Testa Piccolomini e Luca Rossi, compariranno venerdì davanti al giudice per le indagini preliminari per gli interrogatori preventivi.

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