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Meloni attacca l’Ue all’assemblea di Confindustria: “Gigante burocratico che soffoca imprese e crescita”

Pubblicato: 26/05/2026 13:18

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sceglie l’assemblea di Confindustria per lanciare un duro affondo contro l’Unione Europea e rilanciare la linea economica del governo su industria, energia e competitività. Davanti agli imprenditori italiani e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier ha parlato di un’Europa diventata un “gigante burocratico”, accusandola di aver sacrificato crescita e competitività in nome di approcci ideologici e tecnocratici.
Nel suo intervento Meloni ha difeso l’operato dell’esecutivo, rivendicando la collaborazione costruita con il mondo produttivo e chiedendo una svolta radicale nelle politiche europee, soprattutto su energia, industria e burocrazia.

“L’Europa soffoca la competitività”

La parte più dura del discorso riguarda proprio Bruxelles. Secondo Meloni, l’attuale configurazione dell’Unione Europea rappresenta una delle principali fragilità economiche del continente.

“La principale enorme fragilità che ci riguarda da vicino è l’attuale configurazione dell’Unione europea, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività e la crescita strategica sull’altare di approcci ideologici e tecnocratici”, ha dichiarato la premier.

Meloni accusa inoltre le istituzioni europee di essere diventate estremamente efficienti nel moltiplicare regole e vincoli, ma incapaci di incidere realmente negli equilibri geopolitici mondiali.

Secondo la presidente del Consiglio, la politica deve tornare al centro delle istituzioni europee, mentre la burocrazia dovrebbe limitarsi ad attuare gli indirizzi decisi democraticamente dai governi.

“Basta lacci e gabbie per le imprese”

Davanti agli industriali, Meloni ha rilanciato anche il tema della semplificazione normativa e amministrativa.

“Se la regola è la libertà, tutto quello che non è espressamente vietato deve essere consentito senza lacci e gabbie che soffocano l’iniziativa economica”, ha affermato.

La premier ha proposto l’apertura di un “cantiere comune” con Confindustria per arrivare a una riforma della burocrazia italiana, sostenendo che l’eccesso di vincoli rappresenti uno dei principali ostacoli agli investimenti e alla crescita economica.

Meloni ha inoltre ringraziato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini per aver riconosciuto gli sforzi del governo sul fronte economico e industriale, parlando di una collaborazione costruita “al di là delle differenze politiche”.

Energia e nucleare: “Andremo avanti con decisione”

Ampio spazio è stato dedicato al tema energetico, considerato centrale per la competitività delle imprese italiane.

Meloni ha confermato la volontà del governo di accelerare sul ritorno del nucleare in Italia, puntando in particolare sulle tecnologie più innovative come i reattori modulari.

“Entro l’estate sarà approvata la legge delega”, ha annunciato la premier, dicendosi “molto determinata” sul rilancio dell’energia nucleare come leva strategica per ridurre i costi energetici e rafforzare l’autonomia del Paese.

Nel mirino finiscono anche le politiche europee sulle emissioni. Meloni ha definito il sistema ETS una “tassa paradossale” che rischia di aumentare le disparità economiche invece di sostenere la transizione.

Secondo la presidente del Consiglio, l’Europa continua a difendere “totem ideologici” che potrebbero spingere il continente verso il declino industriale.

Il peso della crisi iraniana e dello Stretto di Hormuz

Nel suo intervento la premier ha affrontato anche il tema della crisi internazionale e delle conseguenze economiche del conflitto con l’Iran.

Meloni ha sottolineato l’impatto che la chiusura dello Stretto di Hormuz sta avendo su famiglie e imprese italiane, soprattutto sul fronte energetico.

Secondo la presidente del Consiglio, l’Unione Europea dovrebbe concedere maggiore flessibilità agli Stati membri non soltanto per le spese legate alla difesa, ma anche per gli investimenti necessari a fronteggiare l’emergenza energetica.

“Se oggi non aiutiamo famiglie e imprese a superare una crisi significativa, rischiamo che domani non ci sia più niente da difendere”, ha affermato.

Difesa e autonomia nazionale

Meloni ha infine affrontato anche il tema delle spese militari e della sicurezza nazionale, ribadendo una linea già espressa nei mesi scorsi.

“Se non ti sai difendere e chiedi ad altri di garantire la tua sicurezza, lo pagherai in termini di autonomia e capacità di difendere i tuoi interessi nazionali”, ha dichiarato.

La premier ha ammesso che il tema della difesa resti impopolare in Italia, ma ha sostenuto che un Paese che vuole restare libero debba essere in grado di garantire la propria sicurezza senza dipendere completamente dagli alleati internazionali.

Nel passaggio finale del suo intervento, Meloni ha rivendicato la necessità di trovare un equilibrio tra sicurezza nazionale, sostegno economico a famiglie e imprese e competitività industriale, definendo queste sfide decisive per il futuro del Paese.

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