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“Avete arruolato…”. Bersani massacrato, putiferio in studio: Gruber e Formigli reagiscono così

Pubblicato: 27/05/2026 09:53

Il confronto politico sulle elezioni amministrative si infiamma in televisione e finisce per trasformarsi in uno scontro durissimo tra politica, immigrazione e integrazione. Quello che doveva essere un dibattito sui risultati delle comunali e sugli equilibri tra centrodestra e centrosinistra si è rapidamente acceso attorno a temi identitari e religiosi, facendo esplodere la tensione nello studio di Otto e mezzo su La7.

A infiammare il dibattito sono bastate poche battute. Da una parte l’ex ministro Pier Luigi Bersani, dall’altra la giornalista di Libero Brunella Bolloli, con la conduttrice Lilli Gruber costretta più volte a intervenire per riportare il confronto sui binari del tema politico iniziale. Sullo sfondo, il risultato delle amministrative e il caso Venezia, diventato terreno di scontro tra accuse reciproche e polemiche sulla presenza della comunità bengalese nelle liste elettorali del centrosinistra.
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Il dibattito sulle elezioni amministrative

Nel corso della trasmissione, Bersani ha definito il risultato delle amministrative uno “stallo” e un sostanziale “pareggio” tra centrodestra e centrosinistra. L’ex segretario del Pd ha messo a confronto il risultato di Venezia con quello ottenuto a Salerno dal governatore campano Vincenzo De Luca, sottolineando il peso degli amministratori locali capaci di mantenere consenso nei territori.

Da qui l’ironia di Lilli Gruber, che ha ricordato i rapporti spesso complicati tra De Luca ed Elly Schlein: “De Luca è un cacicco che Elly Schlein voleva demolire e invece ha trionfato nella sua Salerno per la quinta volta. Quindi meno male che De Luca c’è?”.

Bersani ha replicato senza esitazioni: “Sarebbe certamente peggio se non ci fosse, su questo non c’è dubbio”. Poi ha aggiunto: “È un personaggio controverso finché si vuole, ma non ho mai sentito nessuno dire che non sa amministrare. I fatti li sa fare”.

L’ex ministro ha quindi polemizzato con alcune campagne elettorali del centrodestra: “Ogni tanto li vende come miracoli, però non arruolando Dio e la Madonna, come ha fatto Cannizzaro a Reggio Calabria”.

La polemica su Allah e i bengalesi

Il confronto è diventato particolarmente acceso quando Brunella Bolloli ha attaccato il centrosinistra sul caso Venezia. La giornalista di Libero ha dichiarato: “Ma scusi Bersani, a Venezia volevate arruolare Allah. Se quello arruolava Dio e la Madonna, volevate mettere i bengalesi nella lista del Pd”.

Una frase che ha immediatamente provocato la reazione dell’ex ministro: “E perché no? Mi dica perché no”.

Bolloli ha insistito sostenendo che si sarebbe trattato di “un gioco elettorale del Pd”, aggiungendo che i cittadini veneziani “non l’hanno digerita”.

Bersani ha replicato con tono ironico: “Ok, non l’hanno digerita. La prossima volta la digeriranno. E lei deve dirmi perché no”.

A quel punto è intervenuta anche Lilli Gruber, cercando di chiarire il punto politico della discussione: “Non ho capito: il problema è che chi è di religione islamica non può votare le elezioni locali?”.

La giornalista ha continuato a sostenere che il centrosinistra avrebbe tentato di utilizzare alcune candidature come strumento elettorale, ma la conduttrice ha ribadito un principio netto: “Ci sono dei cittadini italiani che hanno il diritto di votare e votano per chi vogliono. Qual è il problema? Se credono in Allah o in Gesù Cristo, hanno il diritto di votare e votano”.

L’intervento di Corrado Formigli

A prendere posizione contro le parole della giornalista è stato anche Corrado Formigli, ospite in studio, che ha definito quelle affermazioni “insopportabili” e “molto razziste”.

Formigli ha difeso il ruolo della comunità bengalese, sottolineando il contributo economico e sociale dei lavoratori stranieri presenti a Venezia: “I bengalesi pagano le tasse, portano avanti l’economia e l’unica cosa che chiedono è una moschea”.

Secondo il giornalista, la campagna elettorale si sarebbe giocata proprio sulla paura legata alla costruzione di un luogo di culto islamico. “La sinistra ha perso, la destra ha vinto sulla paura”, ha affermato.

Formigli ha quindi sostenuto che una moschea rappresenterebbe “un fattore di integrazione e di sicurezza e non di disordine”, criticando duramente la narrazione politica costruita durante la campagna elettorale.

Lo scontro finale in studio

Il momento più duro del confronto è arrivato nel finale del dibattito. Formigli ha accusato apertamente una parte della destra di aver alimentato paure legate all’Islam e all’immigrazione.

Ha vinto la paura della moschea e per me è una sconfitta di una civiltà che si basa sull’integrazione”, ha dichiarato. Poi l’attacco conclusivo: “Quella campagna della destra su Allah è indecente e fa schifo”.

Il giornalista ha infine ricordato il ruolo dei lavoratori stranieri nell’economia italiana: “Lì ci sono dei lavoratori che lavorano nel ventre delle navi a delle temperature assurde e che portano avanti l’economia del nostro paese pagando le tasse. Hanno diritto a candidarsi, a essere votati e a votare”.

Uno scontro televisivo che, partendo dai risultati delle elezioni amministrative, ha finito per riaprire il confronto politico sui temi dell’integrazione, della cittadinanza e dell’utilizzo delle questioni religiose nella campagna elettorale italiana.

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