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Omicidio Serena Mollicone, nuove tensioni al processo: “Anche lei vide Serena in caserma”

Pubblicato: 27/05/2026 22:36
serena mollicone

Un’aula carica di tensione, una testimone accompagnata coattivamente davanti ai giudici e intercettazioni che riportano indietro di quasi vent’anni. Il processo d’Appello bis per l’omicidio di Serena Mollicone entra in una fase cruciale con nuovi elementi che riaccendono il dibattito sulla presenza della giovane all’interno della caserma dei carabinieri il giorno della sua scomparsa.

La 18enne di Arce sparì il primo giugno 2001 e fu ritrovata morta due giorni dopo in un bosco in località Anitrella, con mani e piedi legati e un sacchetto di plastica sulla testa.

Gli imputati nel processo

Nel procedimento sono imputati per concorso in omicidio l’ex comandante della stazione dei Carabinieri di Arce, Franco Mottola, il figlio Marco e la moglie Anna Maria.

L’udienza davanti alla terza Corte d’Assise d’Appello di Roma si è aperta con il colpo di scena dell’accompagnamento coatto disposto per la testimone Sonia Da Fonseca, assente inizialmente per motivi di salute.

Le intercettazioni del 2008

Al centro dell’udienza ci sono finite le trascrizioni di alcune intercettazioni ambientali e telefoniche del 2008 tra Sonia Da Fonseca e l’appuntato Ernesto Venticinque.

Per la Procura, quei dialoghi confermerebbero l’attendibilità delle dichiarazioni di Santino Tuzi, il brigadiere che poco prima di morire suicida aveva raccontato di aver visto Serena entrare in caserma la mattina della scomparsa.

“Anche lei vide Serena”

Davanti ai giudici, Sonia Da Fonseca ha riferito quanto raccontatole dalla vicina Annarita Torriero, all’epoca legata sentimentalmente a Tuzi.

“Annarita mi disse che il giorno della scomparsa di Serena era andata in caserma a portare un panino con il prosciutto e una scheda telefonica a Santino Tuzi” e che “anche lei aveva visto Serena”, ha dichiarato la testimone.

In una delle intercettazioni depositate agli atti, Da Fonseca afferma inoltre: “Lei sa tutto però non lo dice niente”.

I dialoghi con il carabiniere Venticinque

Nei verbali delle intercettazioni emerge un confronto serrato tra la donna e l’appuntato Venticinque.

Quest’ultimo chiede esplicitamente se il fatto risalga al giorno della scomparsa della ragazza: “Quel venerdì mattina? Cioè quando è sparita Serena?”. La risposta della testimone sarebbe stata netta: “Quando è sparita Serena”.

Alla successiva domanda “E ha visto Serena?”, Da Fonseca replica: “E ha visto Serena”.

Le paure e le reticenze

Le dichiarazioni rese ora in aula contrastano in parte con quelle fornite da Annarita Torriero durante il primo processo d’Appello, quando aveva negato di aver visto Serena il primo giugno 2001.

Secondo quanto emerso dalle intercettazioni, quella reticenza sarebbe stata dettata dalla paura di possibili conseguenze personali.

“Ci bloccavano le indagini”

Durante l’udienza ha testimoniato anche Ernesto Venticinque, che ha parlato di ostacoli incontrati nelle indagini.

“Mi è capitato che alcuni carabinieri mi bloccassero con la macchina perché non volevano che indagassimo sull’omicidio di Serena Mollicone”, ha dichiarato il militare davanti ai giudici.

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Ultimo Aggiornamento: 27/05/2026 22:37

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