Vai al contenuto

Salvini e la festa del 2 giugno: scoppia la polemica sul ministro

Pubblicato: 02/06/2026 15:41
Matteo Salvini in primo piano

La Festa della Repubblica ha il suo rituale: Roma, bandiere, istituzioni e la parata del 2 giugno ai Fori Imperiali. Quest’anno, però, il dettaglio che fa rumore è un’assenza che non passa inosservata: quella di Matteo Salvini.

Nel giro di poche ore, la mancata partecipazione del vicepremier diventa un piccolo caso pop-politico: tra domande, retroscena e commenti, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti arriva una linea chiara, pensata per spegnere subito la miccia.

Salvini assente alla parata ai Fori Imperiali

La notizia è semplice e, proprio per questo, pesante: Salvini assente alla parata del 2 giugno ai Fori Imperiali. E quando si parla dell’appuntamento istituzionale più simbolico dell’anno, ogni sedia vuota sembra raccontare qualcosa.

Secondo quanto riporta Adnkronos, fonti vicine al Mit spiegano che il ministro sarebbe rimasto al lavoro per tutta la mattinata su dossier considerati prioritari: “su trasporti e opere pubbliche da completare, Pnrr in primis”.

Il Mit: Pnrr, opere e il nodo sciopero dell’11 giugno

Nella versione del ministero, l’assenza non è un segnale politico ma una scelta legata alla gestione delle urgenze. L’attenzione, viene sottolineato, è sulle infrastrutture strategiche e sui cantieri da portare avanti, in una fase in cui il tema delle opere pubbliche resta sotto i riflettori.

Tra le questioni sul tavolo spunta anche un fronte che tocca da vicino la vita quotidiana di molti: il tentativo di evitare lo sciopero dei ferrovieri previsto per l’11 giugno, un dossier che in queste ore richiederebbe un lavoro intenso di mediazione.

Le reazioni: Tajani e l’effetto assenze

Fuori dalla cornice tecnica, resta la percezione. E in politica, spesso, è proprio quella a fare notizia: mentre a Roma proseguono le celebrazioni, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani interviene a margine con toni misurati, ma non neutri.

“Salvini assente? Non so, lo dovete domandare a lui. Non c’erano neanche Conte e la Schlein, non li ho visti. È un peccato quando si manca…”, afferma Tajani, allargando il discorso anche alle assenze dell’opposizione.

La Russa: “Ognuno è dove vuole”

A provare a riportare tutto su un binario più distensivo interviene anche il presidente del Senato Ignazio La Russa. Il suo punto è chiaro: nelle tribune non avrebbe notato un’ampia rappresentanza dell’opposizione, “Tranne Italia Viva, non ho visto un solo capogruppo dell’opposizione”.

Poi la frase che chiude la polemica con un colpo secco, senza lasciare troppo spazio alle interpretazioni: “Salvini assente? Ognuno è dove vuole. Ma io non chiedo mai dove sono, sono altri che hanno la mania di chiedere…”.

Tra simboli e agenda: perché l’assenza pesa

Il punto, alla fine, è tutto qui: da un lato l’agenda operativa del Mit e la pressione su Pnrr, trasporti e grandi opere; dall’altro il valore simbolico della Festa della Repubblica, uno di quegli appuntamenti in cui la presenza vale quanto un messaggio.

E così, anche senza dichiarazioni dirette e senza nuovi elementi ufficiali, l’episodio si trasforma in un termometro: misura sensibilità, equilibri e tensioni sottili dentro la maggioranza, dove ogni scelta — persino una mattinata di lavoro lontano dai riflettori — può diventare immediatamente racconto pubblico.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure