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Caso Flotilla, indagato a Roma Ben Gvir: “L’Italia il paese delle ciabatte”

Pubblicato: 08/06/2026 21:58

Una nuova tempesta diplomatica e giudiziaria rischia di incendiare i rapporti tra Italia e Israele, innescando un durissimo scontro istituzionale. La Procura di Roma ha ufficialmente iscritto nel registro degli indagati il ministro israeliano per la Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir. Al centro dell’inchiesta dei magistrati capitolini ci sarebbe la complessa e controversa vicenda legata alla Flotilla, una dinamica che ha riacceso vecchie e mai sopite tensioni internazionali. La notizia del coinvolgimento diretto di un esponente di primissimo piano del governo di Tel Aviv ha immediatamente fatto il giro delle cancellerie europee e mediorientali, provocando una reazione furiosa da parte del diretto interessato, che ha affidato ai social network una replica al vetriolo destinata a far discutere a lungo.

L’attacco

Le parole utilizzate dal ministro israeliano non hanno lasciato spazio a mediazioni diplomatiche, puntando direttamente a colpire l’immagine internazionale del nostro Paese. Attraverso un post pubblicato sul proprio profilo della piattaforma X, Itamar Ben-Gvir ha pesantemente ironizzato sulla decisione dei magistrati di Roma, affermando senza mezzi termini che il Paese dello Stivale è ormai diventato il Paese delle ciabatte. Un accostamento sarcastico e sprezzante che denota la totale insofferenza del ministro nei confronti dell’iniziativa giudiziaria italiana. Secondo Ben-Gvir, lo Stato di Israele non può e non deve essere considerato come un sacco da boxe su cui far scaricare le tensioni internazionali, né tantomeno può subire le mosse di quello che ha definito come un branco di bugiardi sostenitori del terrorismo. Il ministro ha accusato apertamente i promotori dell’esposto di fabbricare calunnie e menzogne mirate unicamente a infangare l’onore e la reputazione dei combattenti israeliani impegnati sul campo.

La difesa

Oltre all’affondo ironico e geopolitico contro le istituzioni italiane, l’esponente del governo di Tel Aviv ha voluto lanciare un messaggio chiarissimo sul piano della politica interna e della gestione delle forze di sicurezza. Itamar Ben-Gvir ha infatti tenuto a precisare, con estrema fermezza, che non si lascerà assolutamente scoraggiare né da questa specifica inchiesta romana né da qualsiasi altro tipo di indagine internazionale che dovesse essere avviata in futuro. La sua linea resta improntata alla massima intransigenza e alla rivendicazione totale dell’operato militare. Nel suo intervento, ripreso e rilanciato con grande risalto dai principali organi di informazione israeliani, il ministro ha ribadito la volontà assoluta di continuare a stare orgogliosamente al fianco dei soldati e dei corpi di sicurezza, difendendoli da ogni accusa giudiziaria e da ogni pressione esterna che possa minare la solidità dello Stato e la conduzione delle sue strategie di difesa.

Lo scenario

L’iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Roma apre adesso uno scenario giuridico e diplomatico estremamente delicato per il governo italiano. Le dichiarazioni al fulmicotone di Itamar Ben-Gvir rischiano di irrigidire ulteriormente i canali di comunicazione tra i due Paesi, proprio in un momento storico caratterizzato da fortissime tensioni nell’area del Medio Oriente. Le prossime ore saranno fondamentali per capire se vi saranno prese di posizione ufficiali da parte del Ministero degli Affari Esteri a Roma o se si cercherà di mantenere il confronto su un piano puramente tecnico e giudiziario, separando l’azione autonoma della magistratura italiana dai rapporti politici ed economici che legano stabilmente le due nazioni.

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Ultimo Aggiornamento: 08/06/2026 22:07

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