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Sinner in ospedale, l’esito degli esami dopo il malore: le parole del medico

Pubblicato: 09/06/2026 14:13

Il malore che ha interrotto il cammino di Jannik Sinner al Roland Garros aveva acceso più di una preoccupazione tra tifosi e addetti ai lavori. Per questo il numero uno del mondo ha scelto di sottoporsi a due giornate di controlli approfonditi all’ospedale San Raffaele di Milano, con l’obiettivo di chiarire le cause del crollo fisico accusato a Parigi e arrivare senza dubbi ai prossimi appuntamenti della stagione.

L’eliminazione contro l’argentino Juan Manuel Cerundolo aveva infatti lasciato molte domande aperte. Sinner, apparso in controllo del match, aveva improvvisamente accusato un vistoso calo fisico, mostrando difficoltà negli spostamenti, minore brillantezza negli scambi e un livello di energia ben lontano dagli standard che lo hanno portato in vetta al ranking mondiale.

Le condizioni climatiche particolarmente impegnative registrate durante il torneo francese potrebbero aver contribuito al malessere, ma il ripetersi di alcuni episodi di affaticamento nel corso degli ultimi mesi ha convinto il campione altoatesino e il suo staff a effettuare verifiche più approfondite.

Accompagnato dal proprio team e dal professor Alberto Zangrillo, Sinner si è sottoposto a una serie di accertamenti diagnostici studiati per escludere qualsiasi problema di natura fisica. La prima sessione di controlli è durata circa quattro ore e ha coinvolto diversi specialisti della struttura milanese.

I medici hanno eseguito esami ematochimici completi, controlli generali e approfondimenti specifici, compresi quelli di natura cardiologica. L’obiettivo era comprendere l’origine del malore accusato al Roland Garros e verificare se esistesse un collegamento con altri episodi di affaticamento emersi durante la stagione.

Le risposte ottenute dagli accertamenti sono state però rassicuranti. Secondo quanto trapelato dopo la conclusione dei test, non sarebbero emerse anomalie significative né problematiche in grado di destare particolare preoccupazione tra gli specialisti.

Anche le modalità con cui sono stati organizzati gli esami sembrano confermare un quadro improntato alla prudenza più che all’emergenza. I controlli erano programmati da tempo e sono stati effettuati senza particolari misure di riservatezza, segnale di una situazione gestita con serenità dal giocatore e dal suo entourage.

Archiviata la parentesi medica, Sinner è ora pronto a concentrarsi nuovamente sul campo. Dopo alcuni giorni di riposo trascorsi in Sardegna per recuperare energie fisiche e mentali, il numero uno del mondo è atteso a Monte Carlo, dove riprenderà la preparazione in vista della stagione sull’erba.

La notizia più importante riguarda però il futuro immediato. Allo stato attuale Wimbledon non sembra essere in discussione. Gli accertamenti non hanno evidenziato problemi tali da modificare il programma del tennista azzurro, che punta a presentarsi all’All England Club nelle migliori condizioni possibili per difendere il titolo conquistato lo scorso anno.

Anzi, il torneo londinese potrebbe offrire a Sinner un’opportunità ancora più importante. Con Carlos Alcaraz alle prese con un infortunio al polso destro, il campione italiano si candida a essere il principale punto di riferimento del circuito sull’erba. Gli esami svolti a Milano avevano proprio questo scopo: eliminare ogni dubbio prima dell’appuntamento più atteso dell’estate. E le indicazioni emerse sembrano aver restituito al numero uno del mondo ciò che cercava: tranquillità, certezze e la possibilità di tornare a pensare esclusivamente al tennis.

Sinner, i medici studiano infiammazione silente e microbioma: le ipotesi sul calo fisico

L’attenzione dello staff medico di Jannik Sinner sarebbe concentrata su alcuni fattori che potrebbero influire sul rendimento e sul recupero dell’atleta, tra cui una possibile infiammazione silente e le condizioni del microbioma intestinale.

A spiegarlo all’agenzia Adnkronos Salute è stato Andrea Bernetti, docente di Medicina fisica e riabilitativa all’Università del Salento e segretario generale della Simfer (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa).

Cos’è l’infiammazione silente

Secondo Bernetti, una delle ipotesi prese in considerazione riguarda la presenza di una infiammazione cronica di basso grado, spesso definita “silente” perché non sempre individuabile attraverso i comuni esami clinici.

Si tratta di uno stato infiammatorio persistente ma poco evidente, che può influire negativamente sulle prestazioni sportive, aumentando i tempi di recupero e riducendo l’efficienza fisica dell’organismo.

Negli sportivi di alto livello, anche alterazioni minime possono infatti incidere sulla capacità di sostenere allenamenti intensi e competizioni ravvicinate.

Il ruolo del microbioma intestinale

Un altro elemento sotto osservazione è il microbioma intestinale, ovvero l’insieme dei microrganismi che popolano l’intestino e che svolgono un ruolo fondamentale per il sistema immunitario, il metabolismo e il benessere generale.

Bernetti ha ricordato come il microbioma venga spesso definito un vero e proprio “secondo cervello” per la sua influenza su numerose funzioni dell’organismo.

Viaggi e stress possono alterare l’equilibrio

Nel caso di un atleta impegnato costantemente nel circuito internazionale, fattori come:

  • continui cambi di fuso orario;
  • variazioni nell’alimentazione;
  • elevati livelli di stress agonistico;
  • ritmi di allenamento intensi;

possono alterare l’equilibrio del microbioma e influire sulla risposta immunitaria e sul recupero fisico.

Secondo l’esperto, comprendere eventuali squilibri in questi ambiti potrebbe aiutare a spiegare alcuni problemi fisici o momenti di affaticamento che possono emergere anche negli atleti più preparati.

Al momento si tratta comunque di valutazioni mediche e scientifiche finalizzate a monitorare lo stato di salute dell’atleta e ottimizzarne le condizioni fisiche nel lungo periodo.

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Ultimo Aggiornamento: 09/06/2026 21:04

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