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Domenico morto dopo il trapianto sbagliato, la notizia è appena arrivata

Pubblicato: 10/06/2026 18:59

Nuovo rinvio nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto dopo un trapianto eseguito all’ospedale Monaldi di Napoli. Il pool di esperti incaricato dal giudice per le indagini preliminari di effettuare l’incidente probatorio ha annunciato la richiesta di una proroga per completare le proprie relazioni tecniche.

La richiesta, avanzata al termine delle attività svolte presso il Policlinico di Bari, prevede un’estensione dei tempi compresa tra i 15 e i 30 giorni. Un rinvio che potrebbe incidere direttamente sul calendario dell’inchiesta e sui prossimi passaggi giudiziari.

Attualmente il deposito delle conclusioni dei periti era previsto prima dell’11 settembre, data già fissata per l’udienza davanti al gip Mariano Sorrentino. Con la proroga, però, l’appuntamento dovrebbe essere posticipato indicativamente alla metà del mese di ottobre.

L’incidente probatorio rappresenta uno degli snodi più importanti dell’intera vicenda giudiziaria. Le relazioni tecniche dovranno infatti contribuire a chiarire le cause del decesso del bambino e verificare eventuali responsabilità mediche legate al trapianto che si è concluso tragicamente.

A commentare gli sviluppi dell’inchiesta è stato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Mercolino, che ha espresso l’auspicio di una decisione rapida da parte dell’autorità giudiziaria su un’altra richiesta avanzata dalla Procura.

Il riferimento è all’istanza di interdittiva presentata dagli inquirenti nell’ambito dell’indagine sul presunto reato di falso, contestato ai cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni. Una vicenda che procede parallelamente agli accertamenti sulle cause della morte del piccolo Domenico.

Sul fronte penale, la Procura di Napoli, con il sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, ha iscritto nel registro degli indagati sette medici con l’ipotesi di omicidio colposo in concorso.

Due dei professionisti coinvolti risultano inoltre indagati anche per il reato di falso. L’accusa riguarda presunte irregolarità nella compilazione della cartella clinica relativa al percorso sanitario del bambino.

Le prossime settimane saranno quindi decisive per il prosieguo dell’inchiesta. Le conclusioni dei periti potrebbero fornire elementi fondamentali per ricostruire quanto accaduto e stabilire se vi siano state condotte rilevanti sotto il profilo penale nella gestione del caso che ha profondamente colpito l’opinione pubblica.

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