
La crisi tra Stati Uniti e Iran entra in una nuova fase militare. Dopo l’abbattimento di un elicottero Apache americano nei pressi dello Stretto di Hormuz, Trump ha ordinato una vasta operazione contro infrastrutture militari iraniane considerate strategiche per il controllo della navigazione nel Golfo. Teheran ha reagito nel giro di poche ore lanciando missili e droni contro installazioni americane in Bahrein, Kuwait e Giordania. La notte è stata segnata da esplosioni, intercettazioni e allarmi aerei in tutta la regione. Mentre Washington sostiene che i raid siano stati limitati e mirati, l’Iran minaccia nuove azioni e accusa gli Stati Uniti di aver violato il diritto internazionale. La tensione resta altissima e, nelle ultime ore, Trump si è riunito nella Situation Room per discutere di potenziali nuovi attacchi. Secondo quanto riporta Axios, è iniziato il lancio di un’operazione su larga scala ma di breve durata, con l’obiettivo di spingere Teheran a negoziare un’intesa. Cresce il timore di un allargamento del conflitto in tutto il Medio Oriente.
23:44 – Gli attacchi Usa all’Iran sono iniziati
Secondo quanto riferisce Axios sono iniziati gli attacchi degli Stati Uniti in Iran.
23:10 – Hegseth: “Stanotte colpiremo duramente”
Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha annunciato imminenti e duri attacchi aerei da parte del Centcom contro infrastrutture chiave in Iran, spiegando che l’azione militare non mira a riaccendere la guerra ma a costringere Teheran ad accettare un accordo finora rifiutato. Hegseth ha sottolineato che i bombardamenti proseguiranno con forza finché l’Iran non si mostrerà disposto a negoziare, avvertendo che il presidente Trump è pronto a raggiungere l’intesa e che, in caso contrario, il paese dovrà fare i conti con i pesanti piani operativi messi a punto dal comando statunitense.
22:33 – Trump nella Situation Room, valuta operazione lampo su vasta scala
Donald Trump ha avuto oggi una riunione nella Situation Room per parlare di potenziali nuovi attacchi all’Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali il presidente valuta di lanciare un’operazione su larga scala di breve durata per spingere Teheran a negoziare.
21:40 – Teheran rifiuta incontro con gli Stati Uniti mediato dal Qatar
Il Qatar ha cercato di organizzare un incontro trilaterale con Stati Uniti e Iran per negoziare direttamente sulle questioni ancora aperte, ma gli iraniani si sono rifiutati. Lo scrive Axios citando una fonte regionale.

18:48 – Iran: raid Usa su petroliera carica in Golfo Oman, “cercava di esportare greggio di Teheran”
Un aereo americano ha colpito una petroliera carica, ma in panne, dopo un precedente raid, nel Golfo dell’Oman che stava trasportando greggio dall’Iran in violazione al blocco imposto dagli Usa, ha reso noto il Comando centrale americano. Ieri era stata colpita “con munizioni di precisione la stanza motori della nave, dopo che l’equipaggio non aveva risposto positivamente alle direttive imposte dalle forze americane”, ha spiegato il CentCom in un post su X in cui identifica la nave come la M/T Settebello con bandiera di Palau.
17:59 Trump: “Eravamo vicini all’accordo, ma Teheran ci ha trattati da stupidi”
“Eravamo vicino a un accordo, ma continuano a perdere tempo” e “ci trattano da stupidi”. Lo ha detto Donald Trump riguardo alle trattative con l’Iran. “Vogliamo un accordo significativo e che funzioni”, ha aggiunto il presidente, criticando duramente l’accordo concluso nel 2015 da Barack Obama.
16:14 Idf conferma: “Missile iraniano ha colpito base militare a Ramat David due giorni fa”
L’Idf ha confermato che parte di un missile iraniano lanciato due giorni fa su Israele ha colpito la base dell’Aeronautica militare a Ramat David. Ieri erano state diffuse immagini satellitari che inducevano a pensare che la base fosse stata colpita. L’esercito sta indagando per accertare se si sia trattato di un colpo diretto. Non ci sono stati feriti.
15:59 Soldato francese di 21 anni morto in Libano
Un soldato francese è morto in Libano dopo essere stato “colpito accidentalmente da un proiettile durante la fase preparatoria di un’esercitazione”. Lo rende noto il ministero delle Forze armate francesi in un comunicato, spiegando che il soldato era “di stanza in Libano nell’ambito del distaccamento operativo di partenariato militare a Saliyeh”. La vittima, Florian Gillet, aveva 21 anni e prestava servizio nell’ottavo reggimento paracadutisti di Fanteria di Marina a Castres. Era stato schierato in Libano dal primo giugno, dove partecipava a una missione militare a supporto delle forze armate libanesi come assistente istruttore di combattimento di fanteria. “Nonostante la tempestività dei soccorsi, purtroppo è deceduto a causa delle ferite riportate”, ha dichiarato il ministero nella nota.


13:54 Crosetto: “Arrivato il momento di arrivare alla conclusione, noi siamo pronti del lavoro successivo”
“In quella zona è complicato da mesi. Ho sentito Trump che ha parlato della reazione americana come il minimo che si potesse fare di fronte a un’azione di questo tipo. Vuol dire che è aperto a continuare il dialogo di pace. Speriamo continui, perché sono troppe settimane che le volontà che esprimono le due parti non si concretizzano. Penso sia giunto il momento, sia da parte di ognuna delle due parti in causa, sia da parte del resto del mondo, di arrivare a una conclusione. Noi siamo pronti a fare il lavoro successivo allo scoppio della pace, che è quello di far riprendere completamente il passaggio per Hormuz”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a Palermo, a margine della celebrazione nazionale della Giornata della Marina militare.
13:34 Trump: “Vicino all’ordinare nuovi attacchi all’Iran”
Donald Trump è vicino all’ordinare nuovi attacchi contro l’Iran. Lo ha detto lo stesso presidente a Fox.
06:42 – Iran ai Paesi del Golfo: “Non concedete basi agli Usa”
L’Iran ha lanciato un appello ai Paesi del Golfo Persico affinché impediscano agli Stati Uniti e a Israele di utilizzare il loro territorio per pianificare o eseguire operazioni militari contro la Repubblica Islamica. In una nota diffusa dal ministero degli Esteri, Teheran ha parlato di una responsabilità “legale e morale” dei governi della regione, sottolineando che qualsiasi supporto logistico o militare alle operazioni occidentali verrebbe considerato una forma di coinvolgimento diretto nel conflitto. Il messaggio è rivolto soprattutto a Bahrein, Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, dove sono presenti importanti basi americane.
06:36 – Teheran: “Pronti a colpire ancora le basi americane”
Il ministero degli Esteri iraniano ha duramente condannato i bombardamenti statunitensi, definendoli una palese violazione della Carta delle Nazioni Unite e delle norme che regolano i rapporti tra gli Stati. Nella nota ufficiale si sostiene che Washington abbia dimostrato ancora una volta una natura aggressiva e incline alla guerra. Teheran rivendica gli attacchi contro le installazioni americane nel Golfo come un esercizio del diritto alla legittima difesa e avverte che qualsiasi nuova aggressione riceverà una risposta immediata. Le autorità iraniane affermano inoltre che tutte le basi e le strutture logistiche utilizzate dagli Stati Uniti nella regione restano obiettivi potenziali.
06:07 – Attacchi iraniani anche contro Bahrein e Kuwait
L’offensiva lanciata nella notte da Teheran non si è limitata alla Giordania. Secondo le informazioni diffuse dai governi della regione, missili e droni iraniani sono stati diretti anche verso obiettivi situati in Bahrein e Kuwait, due Paesi che ospitano una significativa presenza militare americana. Entrambi gli Stati hanno immediatamente attivato le proprie difese aeree e dichiarato lo stato di massima allerta. Le autorità locali non hanno fornito un bilancio definitivo, ma l’episodio conferma la volontà dell’Iran di estendere la pressione militare a tutte le infrastrutture statunitensi presenti nel Golfo.
05:48 – Giordania, intercettati cinque missili iraniani
Le forze armate giordane hanno comunicato di aver abbattuto cinque missili lanciati dall’Iran contro l’area che ospita la base aerea di Muwaffaq Salti, utilizzata anche dagli Stati Uniti. Secondo Amman, i sistemi di difesa hanno funzionato regolarmente e non si registrano vittime né danni significativi. I Pasdaran sostengono invece di aver preso di mira una struttura strategica dalla quale operano caccia F-35 e altri velivoli americani. L’episodio dimostra come anche la Giordania, finora rimasta relativamente ai margini delle tensioni regionali, rischi di essere coinvolta direttamente nelle conseguenze del confronto tra Washington e Teheran.
05:19 – Difese aeree kuwaitiane in azione
Nel corso della notte i sistemi di difesa aerea del Kuwait sono entrati in funzione dopo il rilevamento di quelli che l’esercito ha definito “obiettivi ostili”. Diverse esplosioni sono state avvertite in varie zone del Paese, alimentando la preoccupazione della popolazione. Le autorità non hanno fornito dettagli sul numero di missili o droni intercettati, ma hanno confermato che la situazione è sotto controllo. L’episodio conferma il livello di allerta raggiunto in tutto il Golfo dopo la nuova escalation tra Stati Uniti e Iran.
04:04 – Pasdaran: “Rappresaglia completata”
I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato la conclusione dell’operazione di risposta ai bombardamenti americani. In una nota diffusa dall’agenzia Tasnim, i Pasdaran affermano di aver colpito complessivamente 21 obiettivi collegati alle forze statunitensi nella regione e di aver abbattuto un drone americano MQ-9. L’organizzazione militare iraniana ha tuttavia precisato che le proprie forze restano in stato di massima prontezza e che eventuali ulteriori azioni americane provocheranno una reazione ancora più severa.
03:51 – Pasdaran: colpita la base americana di al-Azraq
I media iraniani sostengono che missili lanciati dalle forze della Repubblica Islamica abbiano raggiunto la base americana di al-Azraq, in Giordania. Si tratta di una delle installazioni militari più importanti per le operazioni statunitensi nella regione. Al momento non vi sono conferme indipendenti sull’entità dei danni, ma la rivendicazione rappresenta uno dei passaggi più significativi della risposta iraniana agli attacchi americani.
03:09 – Gli Usa dichiarano conclusa l’operazione su Hormuz
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato la fine dei raid contro obiettivi militari iraniani nell’area dello Stretto di Hormuz. Secondo Washington, l’operazione ha colpito radar, centri di comando, sistemi di difesa aerea e infrastrutture utilizzate per monitorare il traffico navale nel Golfo. Le autorità americane descrivono l’azione come una risposta proporzionata all’abbattimento dell’Apache e insistono sul fatto che non esiste l’intenzione di allargare il conflitto.
02:59 – Minaccia iraniana di attacchi più pesanti
I Pasdaran hanno avvertito che eventuali nuovi bombardamenti americani provocheranno una risposta molto più estesa. Nel comunicato diffuso durante la notte si afferma che sono già stati individuati ulteriori obiettivi militari statunitensi nella regione e che le forze iraniane sono pronte a colpirli senza esitazione. Il messaggio è stato interpretato come un tentativo di deterrenza nei confronti di Washington.
02:52 – Droni contro la Quinta Flotta americana
Teheran ha rivendicato un attacco con droni contro la base della Quinta Flotta statunitense in Bahrein. I Guardiani della Rivoluzione sostengono che l’azione sia stata condotta in risposta diretta ai bombardamenti ordinati da Donald Trump. La Quinta Flotta rappresenta uno dei principali strumenti della presenza militare americana nel Golfo Persico e costituisce un obiettivo di alto valore strategico.
02:12 – Terza ondata di raid Usa sull’Iran
Secondo fonti americane citate dai media statunitensi, Washington ha lanciato una terza ondata di attacchi contro obiettivi militari iraniani. Le operazioni avrebbero interessato in particolare installazioni radar, sistemi antiaerei e infrastrutture considerate essenziali per il controllo dello Stretto di Hormuz. L’intensità dell’azione dimostra la volontà americana di ridurre le capacità operative iraniane nella regione.


