
La guerra tra Stati Uniti e Iran entra in una nuova fase, più pericolosa e più estesa. Nella notte italiana, le forze americane hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi militari iraniani nella parte meridionale del Paese, in particolare nell’area dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici più delicati al mondo per il traffico energetico e commerciale. Nel mirino, secondo il Comando centrale Usa, sono finiti sistemi di comunicazione, sorveglianza, radar e difese aeree. Le esplosioni sono state segnalate a Bandar Abbas, Qeshm, Hengam, Sirik e Minab, mentre Teheran ha parlato di una risposta immediata e durissima contro le installazioni americane nella regione.
La Guardia rivoluzionaria iraniana ha rivendicato attacchi contro basi legate agli Stati Uniti in Giordania, Kuwait e Bahrain, aprendo uno scenario di ulteriore allargamento del conflitto. Il Kuwait ha chiuso temporaneamente il proprio spazio aereo, mentre in Bahrain sono risuonate nuove sirene d’allarme. Gli Stati Uniti hanno negato che navi americane siano state colpite nello Stretto di Hormuz e hanno respinto anche la ricostruzione iraniana sulla chiusura totale del passaggio marittimo. Ma la tensione resta altissima, anche perché Donald Trump ha lasciato aperta la possibilità di nuovi raid se Teheran non accetterà un accordo. Sullo sfondo, Israele resta formalmente fuori dall’ultima ondata di attacchi americani, mentre dal Libano arrivano nuovi lanci di razzi verso il nord dello Stato ebraico.
15.21 – “Hormuz chiuso”, ma Usa smentiscono
Il comando militare congiunto iraniano ha avvertito che avrebbe aperto il fuoco contro qualsiasi imbarcazione tentasse di attraversare lo Stretto di Hormuz. Che è stato in gran parte chiuso per mesi. I media iraniani hanno riferito che due navi sono state prese di mira. In un post successivo, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha negato la chiusura dello stretto. Affermando che le navi commerciali lo stavano ancora attraversando nonostante le minacce dell’Iran.
14:24 Trump: “Usa colpiranno Iran con massima durezza stasera”
“Gli Stati Uniti colpiranno l’Iran (la cui Marina, Aeronautica, sistemi radar, difesa antiaerea e tutte le altre forme di difesa, insieme alla maggior parte delle sue capacità offensive, sono andate perdute!) con massima durezza stasera. In un futuro non troppo lontano, conquisteremo l’Isola di Kharg e altri punti strategici delle infrastrutture petrolifere, assumendo il controllo totale dei loro mercati del petrolio e del gas, proprio come abbiamo fatto con il Venezuela, cosa che sta funzionando alla grande sia per il Venezuela che per gli Stati Uniti d’America. Grazie per l’attenzione dedicata a questa questione!”. Lo ha scritto su Turth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
8.30 Trump: “Teheran mi ha chiesto di fermare bombardamenti, ma non avremo pietà”
Il presidente Usa Donald Trump ha rivelato a Fox che alti funzionari iraniani lo hanno chiamato direttamente per chiedere la cessazione dei bombardamenti. Il presidente ha anche dichiarato a Fox News che l’operazione statunitense ha comportato il dispiegamento di 49 missili Tomahawk insieme a caccia, con l’obiettivo di colpire sistemi radar e di difesa aerea. Gli attacchi sarebbero stati diretti contro posizioni a circa 65 chilometri da Teheran e lungo la costa sud-occidentale dell’Iran, affacciata sul Golfo Persico. Trump ha avvertito che gli Stati Uniti sono pronti ad intensificare rapidamente l’azione militare se Teheran non firmerà presto un accordo per porre fine alla crisi in corso. “Domani li bombarderemo senza pietà”, ha avvertito Trump.
05:44 – Le Guardie rivoluzionarie: colpita base Usa in Giordania
La Guardia rivoluzionaria iraniana ha annunciato di aver colpito la base aerea e il centro di comando di Al-Azraq, in Giordania, dove secondo Teheran sarebbero presenti importanti strutture statunitensi e reparti legati agli F-35, F-15 e F-16 americani. Nel comunicato, i Pasdaran affermano di aver lanciato 12 missili balistici e di aver distrutto strutture militari e un numero imprecisato di caccia. L’attacco viene presentato come una rappresaglia contro i raid americani che, secondo la versione iraniana, avrebbero colpito anche aree civili e installazioni delle Guardie rivoluzionarie.
05:30 – Israele segnala razzi dal Libano e invita la popolazione nei rifugi
L’esercito israeliano ha riferito di aver rilevato lanci di razzi dal Libano verso diverse comunità del nord di Israele e ha invitato la popolazione a raggiungere le aree protette. In un secondo comunicato, le forze israeliane hanno precisato di aver identificato due razzi caduti in aree del Libano meridionale dove operano soldati israeliani. La notizia arriva mentre resta altissima la tensione regionale dopo i raid Usa contro l’Iran e dopo le minacce di Teheran contro le basi americane nel Golfo.
05:09 – Il Kuwait chiude temporaneamente lo spazio aereo
L’Autorità per l’aviazione civile del Kuwait ha disposto la chiusura temporanea dello spazio aereo nazionale dopo gli attacchi iraniani rivendicati contro obiettivi statunitensi nella regione. La decisione, spiegano le autorità kuwaitiane, è stata presa per i potenziali rischi all’aviazione civile dopo le azioni militari di Teheran. La misura conferma l’estensione della crisi oltre il territorio iraniano e americano, con i Paesi del Golfo direttamente esposti alle conseguenze operative del confronto.
04:16 – Difese aeree attive in Kuwait, nuove sirene in Bahrain
L’esercito kuwaitiano ha comunicato che i sistemi di difesa aerea stanno intercettando “bersagli aerei ostili”, mentre in Bahrain il ministero dell’Interno ha diffuso un nuovo allarme, invitando la popolazione a raggiungere il luogo sicuro più vicino. La Guardia rivoluzionaria iraniana sostiene di aver preso di mira basi e siti militari legati agli Stati Uniti in entrambi i Paesi. La notte segna così un passaggio critico, con il confronto tra Washington e Teheran che coinvolge direttamente l’architettura militare americana nel Golfo.
03:12 – Centcom: completati gli attacchi contro l’Iran
Le forze americane hanno dichiarato conclusa la nuova ondata di raid contro obiettivi iraniani. Secondo il Comando centrale degli Stati Uniti, sono stati colpiti sistemi di comunicazione, sorveglianza e difesa aerea considerati essenziali per le capacità operative di Teheran nell’area dello Stretto di Hormuz.
03:01 – Teheran rivendica attacchi a basi Usa in Kuwait e Bahrain
La Guardia rivoluzionaria iraniana ha annunciato di aver preso di mira 18 siti considerati strategici per l’esercito statunitense nelle basi di Ali Al-Salem e Ahmed Al-Jaber, in Kuwait, e nella Sheikh Isa Air Base, in Bahrain. Secondo Teheran, si tratta della risposta diretta agli attacchi americani della notte.
01:54 – Gli Usa smentiscono Teheran: nessuna nave americana colpita a Hormuz
Washington ha respinto le affermazioni diffuse dai media iraniani sugli attacchi contro navi americane nello Stretto di Hormuz. Il Centcom sostiene che nessuna unità navale statunitense sia stata colpita e che il traffico commerciale continui a transitare regolarmente attraverso il passaggio marittimo.
01:41 – Trump minaccia nuovi raid contro l’Iran
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono pronti a proseguire le operazioni militari se Teheran non accetterà un accordo. Il presidente americano ha rivendicato l’impiego di 49 missili Tomahawk e ha ribadito che l’azione rappresenta una risposta all’abbattimento di un elicottero Apache americano.
01:23 – Teheran nega contatti con Trump
L’Iran ha smentito che funzionari della Repubblica islamica abbiano contattato il presidente americano per chiedere la fine dei bombardamenti. Secondo fonti iraniane, le dichiarazioni di Trump servirebbero a costruire una giustificazione politica alle operazioni militari in corso.
00:50 – L’Iran annuncia la chiusura dello Stretto di Hormuz
Il comando militare iraniano ha ordinato la chiusura dello Stretto di Hormuz al passaggio di tutte le imbarcazioni, comprese petroliere e navi mercantili. Gli Stati Uniti contestano la versione iraniana e sostengono che il traffico navale continui regolarmente.
00:25 – Media iraniani: attaccate navi americane vicino Hormuz
Secondo i media statali iraniani, unità navali statunitensi sarebbero state attaccate con missili e droni nei pressi dello Stretto di Hormuz. La notizia è stata successivamente smentita dal Comando centrale americano.
00:02 – Gli obiettivi Usa vicino allo Stretto di Hormuz
Tutti i bersagli colpiti dagli Stati Uniti si trovano nell’Iran meridionale e comprendono radar, sistemi di difesa aerea e strutture di comando e controllo. L’obiettivo dichiarato è limitare la capacità iraniana di minacciare il traffico marittimo nel Golfo Persico.
00:01 – Esplosioni a Bandar Abbas, Qeshm, Hengam e Sirik
Le prime notizie della notte hanno riferito di esplosioni a Bandar Abbas, Qeshm, Hengam, Sirik e Minab. Secondo i media iraniani, le difese aeree sono entrate in azione in diverse aree del Paese, mentre il Centcom ha confermato l’avvio dell’operazione militare americana contro obiettivi selezionati in Iran.


