Vai al contenuto

Milano-Cortina, indagata Elisabetta Pellegrini: è il braccio destro di Matteo Salvini

Pubblicato: 11/06/2026 15:28

L’inchiesta giudiziaria legata alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 si arricchisce di un nuovo, significativo capitolo che tocca direttamente i vertici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Al centro degli accertamenti della magistratura è finita Elisabetta Pellegrini, figura di rilievo all’interno del dicastero di Porta Pia, considerata a tutti gli effetti il braccio destro del ministro Matteo Salvini. La dirigente ricopre infatti il ruolo strategico di coordinatrice della Struttura Tecnica di Missione, un organismo chiave per la pianificazione e l’approvazione delle grandi opere pubbliche nel nostro Paese. Questo sviluppo sposta l’asse delle indagini dalle periferie dei cantieri fino ai corridoi del potere romano, gettando un’ombra sulla gestione dei progetti connessi ai prossimi giochi olimpici.

Il focus sulle presunte irregolarità

La procura della Repubblica di Belluno sta coordinando una complessa attività investigativa che si concentra in modo specifico sul filone di indagini relativo all’appalto per la costruzione della cabinovia Apollonio-Socrepes, un’infrastruttura considerata nodale per la mobilità e il successo dei flussi turistici e sportivi nella conca ampezzana. Gli inquirenti ipotizzano il reato di turbativa d’asta, ritenendo che l’iter di assegnazione dei lavori possa essere stato condizionato da anomalie e favoritismi tali da alterare la regolare concorrenza tra le aziende del settore. Le autorità giudiziarie intendono fare piena luce sulle modalità con cui sono stati gestiti i bandi e i successivi affidamenti per la realizzazione di questa specifica opera funiviaria.

La posizione della coordinatrice della Struttura Tecnica di Missione si intreccia strettamente con quella di altri soggetti di primo piano già iscritti nel registro degli indagati. Tra questi spicca il nome di Fabio Massimo Saldini, che riveste il ruolo di commissario straordinario per le opere olimpiche. Il coinvolgimento parallelo del braccio destro del ministro e del commissario straordinario suggerisce l’esistenza di un presunto sistema di gestione che i magistrati bellunesi considerano meritevole di approfondimento. L’obiettivo degli investigatori è comprendere se vi sia stato un coordinamento volto a orientare le decisioni amministrative ed economiche relative alla cabinovia, bypassando le corrette procedure previste dal codice degli appalti.

Le perquisizioni e i sequestri operati

La svolta nell’azione degli inquirenti è diventata evidente nel corso delle ultime ore attraverso l’adozione di provvedimenti istruttori invasivi. Le forze dell’ordine hanno infatti proceduto al sequestro del telefono cellulare di Elisabetta Pellegrini, un atto fondamentale per l’acquisizione di messaggi, email e tabulati telefonici che potrebbero contenere elementi utili alla ricostruzione dei fatti. Successivamente a questa attività di ricerca della prova, la dirigente del ministero è stata raggiunta da un avviso di garanzia, un atto dovuto che permette all’indagata di esercitare il proprio diritto di difesa ma che al contempo conferma la solidità delle ipotesi investigative formulate dalla procura.

I precedenti e i riflessi politici

L’azione giudiziaria odierna non giunge in un contesto totalmente privo di segnali premonitori. Già nel corso del mese di maggio dello stesso anno si erano registrate perquisizioni mirate presso le sedi di due società private connesse alla gestione degli appalti per la medesima cabinovia. Quel primo passo aveva delineato lo scenario di una possibile manipolazione delle gare pubbliche, scenario che oggi si amplia toccando i massimi livelli dirigenziali dello Stato. L’evoluzione di questa indagine rischia di innescare forti ripercussioni sul piano politico e gestionale, data la vicinanza della funzionaria al leader della Lega, e impone una riflessione sulla trasparenza nella corsa contro il tempo per completare le infrastrutture necessarie all’evento a cinque cerchi.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure