
La frattura tra Roberto Vannacci e Matteo Salvini è ormai definitiva. L’ex generale, oggi impegnato nella costruzione del nuovo movimento politico Futuro Nazionale, rivendica il proprio peso elettorale e lancia un duro affondo contro il leader della Lega. “Non ho usato Salvini, è lui che ha usato me per prendere 500mila voti”, ha dichiarato durante un’intervista a Otto e mezzo su La7.
Secondo Vannacci, il rapido successo della sua nuova formazione politica dimostrerebbe proprio la forza del suo consenso personale. “Abbiamo raggiunto 100mila iscritti in appena tre mesi”, ha spiegato, sostenendo che molti dei suoi sostenitori lo avessero votato alle Europee pur senza condividere il progetto politico della Lega.
Per l’europarlamentare si tratta della prova concreta del contributo portato al partito di Salvini. “Sono probabilmente gli stessi elettori che hanno votato me senza voler votare la Lega”, ha sottolineato, rivendicando un ruolo determinante nel risultato ottenuto dal Carroccio.

Le posizioni che hanno reso Vannacci una figura divisiva continuano a essere quelle legate a immigrazione, sovranità nazionale e famiglia tradizionale. Temi che gli hanno garantito una forte visibilità nell’elettorato di destra, ma che hanno anche alimentato numerose polemiche.
Pur collocandosi chiaramente nell’area conservatrice, Vannacci respinge l’etichetta di estremista. “Non mi definisco di estrema destra, ma di destra autentica”, ha spiegato, rivendicando una linea politica fondata sulla difesa dell’identità europea e della sovranità dei popoli.
Nel corso dell’intervista non sono mancati gli attacchi alla Lega, accusata di incoerenza politica. Vannacci contesta in particolare le posizioni assunte sul sostegno militare all’Ucraina e quelle sui temi identitari, sostenendo di essere rimasto fedele ai principi con cui è entrato in politica.
Le critiche si estendono anche al governo guidato da Giorgia Meloni. Pur riconoscendo all’esecutivo una matrice di destra, l’ex generale ritiene che molte promesse siano rimaste sulla carta. “È una destra che ha perso la trebisonda”, ha affermato, definendosi il “sestante” capace di riportare la rotta politica nella direzione originaria.
Tra i punti contestati figurano soprattutto le grandi riforme annunciate dalla maggioranza. Secondo Vannacci, temi come autonomia differenziata, premierato e riforma della giustizia non hanno ancora prodotto risultati concreti, mentre alcune posizioni assunte a Bruxelles sarebbero sempre più vicine a quelle sostenute dal centrosinistra.
Sul fronte delle future alleanze, il leader di Futuro Nazionale mantiene per ora le distanze. Il partito presenterà ufficialmente programma e linee guida durante l’assemblea costituente prevista nel fine settimana. “Non sono alla ricerca di poltrone né di potere”, ha concluso. “Vado avanti per la mia strada”.


