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Difesa, scontro nel governo sui fondi militari: Crosetto valuta l’addio

Pubblicato: 14/06/2026 07:09

Il ministro della Difesa Guido Crosetto avrebbe valutato l’ipotesi delle dimissioni dopo le tensioni esplose nella maggioranza sul futuro delle spese militari. Al centro dello scontro ci sarebbero nuovi tagli agli investimenti per la difesa e il possibile stop ai fondi europei destinati al rafforzamento delle capacità militari italiane.

Secondo diverse ricostruzioni, nei giorni scorsi si sarebbe svolta una riunione particolarmente tesa tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e lo stesso Crosetto. La Lega avrebbe spinto per ridurre ulteriormente il ricorso agli strumenti europei per il riarmo, arrivando a ipotizzare la rinuncia anche ai 5 miliardi residui del programma Safe.

La mediazione di Giorgetti

Una prospettiva che il ministro della Difesa considera incompatibile con gli impegni assunti dall’Italia nei confronti degli alleati. Per questo Crosetto avrebbe chiesto garanzie precise sul futuro delle risorse destinate alle forze armate, legando la propria permanenza al governo all’aumento dei finanziamenti nella prossima legge di bilancio.

La mediazione sarebbe arrivata da Giorgetti, che avrebbe promesso un incremento dello 0,35% del Pil per il comparto difesa. Un aumento che consentirebbe all’Italia di avvicinarsi ulteriormente all’obiettivo del 2% richiesto dalla Nato, dopo mesi di pressioni internazionali per rafforzare la spesa militare.

Il messaggio che alimenta le voci

A rendere ancora più evidenti i malumori del ministro è stato anche un recente intervento sui social. Crosetto ha espresso solidarietà all’ex ministro britannico John Healey, che avrebbe lasciato il proprio incarico dopo contrasti legati ai tagli nel settore della difesa.

Parole interpretate come un segnale politico significativo, soprattutto alla luce delle tensioni interne all’esecutivo. Il ministro ha infatti parlato di sfide comuni e della necessità di una maggiore consapevolezza sull’importanza degli investimenti militari in una fase segnata dalla crisi nello Stretto di Hormuz, dal sostegno all’Ucraina e dalle richieste degli alleati occidentali.

Per il momento Crosetto resta al suo posto. Ma il vero banco di prova sarà la prossima manovra economica. Se gli impegni annunciati non dovessero tradursi in risorse concrete, l’ipotesi delle dimissioni potrebbe tornare rapidamente d’attualità.

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