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Giuseppe Conte racconta la malattia scoperta per caso: “Ho avuto paura”

Pubblicato: 25/06/2026 19:09

Per la prima volta Giuseppe Conte parla pubblicamente di un delicato problema di salute affrontato lontano dai riflettori. L’ex presidente del Consiglio lo ha raccontato in un’intervista concessa a Monica Setta per il programma Storie al bivio di sera, in onda martedì in prima serata su Rai2.

Il leader del Movimento 5 Stelle ha spiegato di aver scoperto la malattia quasi per caso, durante alcuni accertamenti medici, e di essere stato sottoposto a un intervento chirurgico al Policlinico Gemelli.

«La malattia è stata un fulmine a ciel sereno. Ero entrato in ospedale per alcuni controlli e da un giorno all’altro sono stato operato. La prospettiva non era rosea, poteva diventare davvero tutto complicato», ha raccontato Conte. «La paura c’era, ma sono rimasto lucido. Non ho pianto ma pregato, lo confesso. Mi hanno dato forza la mia profonda fede e la famiglia».

L’ex premier ha poi aperto una parentesi sulla sua vita privata, parlando del rapporto con la compagna Olivia Paladino. «Ci siamo conosciuti quando i nostri figli andavano alle elementari. Io venivo da una separazione e andavo cauto, ma quell’incontro si è subito dimostrato importante», ha spiegato.

Conte ha ricordato anche il sostegno ricevuto da Paladino nei momenti più difficili, compreso il recente percorso sanitario. «Olivia è una donna prudente con un intuito eccezionale. Aveva capito per prima che sarei diventato premier nel 2018, quando mi chiesero la disponibilità durante un incontro con Salvini e Giorgetti. È stata lei a darmi forza anche stavolta nella malattia», ha aggiunto, sottolineando come oggi la loro sia «una famiglia» unita, con i figli impegnati entrambi negli esami di maturità.

Nel corso dell’intervista, Conte è tornato anche agli anni della pandemia di Covid-19, periodo durante il quale guidava il Governo. «È stato un periodo terribile, non mi sono mai ammalato ma avevo paura perché se mi fossi fermato sarebbe stato letale», ha confidato. «Mi è capitato di piangere, sono un uomo umile con i piedi ben piantati per terra, né santo né eroe. In quei giorni trattenere la commozione davanti alle vittime della pandemia per un uomo normale come me era impossibile».

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