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“Ha cambiato il modo di vedere il mondo”. Cultura in lutto, addio a un gigante

Pubblicato: 01/07/2026 14:54

Il mondo della filosofia e della cultura internazionale piange Ervin Laszlo, filosofo ungherese naturalizzato statunitense, tra i maggiori studiosi della teoria dei sistemi e tra i pensatori che più hanno cercato di mettere in dialogo scienza, filosofia e spiritualità. Si è spento all’età di 94 anni nella residenza sanitaria assistita “Tombolo” di Cecina, in provincia di Livorno, dove era ricoverato. Da tempo viveva in Toscana, a Montescudaio, in provincia di Pisa. L’ultimo saluto si è svolto oggi nella Sala del Commiato del cimitero di Cecina, alla presenza di familiari, amici e conoscenti.

Una vita tra musica, filosofia e ricerca

Nato a Budapest il 12 giugno 1932, Ervin Laszlo fu inizialmente un autentico bambino prodigio della musica. Cominciò a studiare pianoforte a cinque anni e già a nove si esibiva con l’Orchestra Sinfonica di Budapest eseguendo Mozart. Dopo la Seconda guerra mondiale si trasferì negli Stati Uniti, dove proseguì la carriera concertistica prima di compiere una scelta destinata a cambiare la sua vita: a soli 19 anni abbandonò la musica per dedicarsi completamente alla filosofia della scienza. Da quel momento concentrò i suoi studi sulla comprensione dell’unità del reale, del rapporto tra coscienza, evoluzione e universo, sviluppando una visione interdisciplinare influenzata da studiosi come Ludwig von Bertalanffy, Ilya Prigogine e David Bohm.

Nel corso della sua carriera pubblicò oltre 100 libri, tradotti in 24 lingue, e più di 400 articoli, diventando uno dei principali riferimenti internazionali nel campo della teoria dei sistemi. Fu fondatore del Laszlo Institute of New Paradigm Research e del Club di Budapest, oltre a ricoprire incarichi di prestigio come consigliere del direttore generale dell’Unesco e codirettore del World Wisdom Council. Ricevette numerose lauree honoris causa e fu candidato per due volte al Premio Nobel per la Pace, nel 2004 e nel 2005.

Il pensiero che ha unito scienza e filosofia

Gran parte della riflessione di Laszlo ruotava attorno all’idea che l’universo fosse una rete di relazioni interconnesse e che la coscienza rappresentasse una componente fondamentale dell’evoluzione del cosmo. Negli ultimi decenni il suo pensiero assunse una dimensione sempre più filosofica e speculativa, arrivando a elaborare la teoria del cosiddetto “campo akashico”, un’ipotesi secondo cui esisterebbe una sorta di archivio universale contenente tutte le informazioni dell’universo. Una visione che ha suscitato grande interesse ma anche un intenso dibattito nel mondo accademico.

Tra le sue opere più note figurano Evoluzione, La visione sistemica del mondo, Il punto del caos, La scienza e il campo akashico e l’autobiografia Il mio viaggio. Una vita alla ricerca del senso della vita, pubblicata nel 2021. Con la sua scomparsa il panorama culturale internazionale perde uno dei pensatori più originali degli ultimi decenni, capace di proporre una lettura del mondo che ha cercato di superare i confini tra discipline diverse e di riflettere sul rapporto tra uomo, natura e universo.

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