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“In coma dopo un morso”. Spaventoso in Italia, è allarme: com’è potuto succedere

Pubblicato: 01/07/2026 08:24

Un semplice morso di zecca durante una passeggiata in montagna si è trasformato in un’emergenza sanitaria per un 70enne bellunese, finito in coma e ricoverato d’urgenza. L’uomo, noto allenatore di basket attivo tra il Bellunese e il Trevigiano, è ora fuori dalla Terapia intensiva, ma resta ricoverato in prognosi riservata. Le sue condizioni sono in miglioramento dopo aver superato la fase più critica.

L’anziano era stato trovato nella propria abitazione in stato confusionale e agonizzante da un familiare, che ha immediatamente allertato i soccorsi. Gli accertamenti medici hanno ricondotto il quadro clinico alla Tbe (Tick-Borne Encephalitis), l’encefalite trasmessa dalle zecche, una malattia virale che può colpire il sistema nervoso centrale e provocare gravi complicazioni neurologiche.

Il caso ha riacceso l’attenzione sulla diffusione delle infezioni trasmesse da questi parassiti, particolarmente presenti nelle aree montane del Bellunese, considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) un territorio ad alta endemicità. Dall’inizio dell’anno, nell’area dell’Ulss Dolomiti, sono stati registrati dieci casi di malattie trasmesse dalle zecche: sette di encefalite da zecca e tre di malattia di Lyme.

I dati mostrano un lieve calo rispetto al 2025, quando nello stesso periodo erano stati segnalati 39 casi complessivi, ma gli esperti invitano a non abbassare la guardia. «Il trend rimane sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti», spiega Nahuel Fiorito, direttore dell’Unità di Epidemiologia dell’Ulss Dolomiti, sottolineando l’importanza della prevenzione soprattutto nei mesi estivi, quando aumenta la frequentazione di boschi e sentieri.

Lo strumento più efficace contro la Tbe resta il vaccino, disponibile gratuitamente dal 2019 per i residenti della provincia di Belluno. Per chi vive fuori provincia il costo è di 25 euro a dose. Il ciclo vaccinale prevede tre somministrazioni: la seconda dopo uno-tre mesi dalla prima e la terza tra cinque e dodici mesi dopo la seconda.

Accanto alla vaccinazione, gli esperti raccomandano alcune semplici precauzioni durante le escursioni. È consigliabile rimanere sui sentieri ufficiali, indossare abiti chiari e coprenti, utilizzare repellenti specifici sia per le persone sia per gli animali domestici e controllare accuratamente pelle e vestiti al rientro, così da individuare e rimuovere tempestivamente eventuali zecche.

Attualmente la copertura vaccinale contro la Tbe nella provincia di Belluno raggiunge il 22,7% della popolazione. Percentuali inferiori si registrano in alcune aree del territorio, come l’Agordino (18,3%) e il Feltrino (17,1%). «La copertura cresce ogni anno, ma la protezione efficace si sviluppa solo dopo la seconda dose», ricorda Fiorito, evidenziando come per la malattia di Lyme la rimozione tempestiva della zecca rappresenti invece il principale strumento per ridurre il rischio di trasmissione.

L’allarme riguarda anche il Trentino-Alto Adige, dove nel solo mese di giugno sono stati confermati quattro nuovi casi di encefalite da zecca: uno in provincia di Bolzano e tre in Trentino. Due uomini di 60 e 73 anni sono stati ricoverati all’ospedale Santa Chiara di Trento; il paziente più anziano è ancora ricoverato, ma le sue condizioni non sarebbero considerate gravi. Complessivamente, dall’inizio del 2026, i casi registrati nella regione sono saliti a dodici, il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Con l’arrivo dell’estate aumenta inevitabilmente anche la presenza delle zecche nei boschi e nei prati. Le loro punture sono spesso indolori e possono passare inosservate, ma se il parassita è infetto possono trasmettere patologie potenzialmente molto gravi. Per questo medici e autorità sanitarie invitano escursionisti, sportivi e turisti a non sottovalutare il rischio e ad adottare tutte le misure di prevenzione disponibili.

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