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Bastoni indagato, spuntano le chat che lo inguaiano. Cosa rischia il calciatore

Pubblicato: 02/07/2026 09:03

La cronaca italiana recente si trova a dividersi drasticamente tra temi di assoluta gravità giudiziaria e momenti di proverbiale leggerezza legati al costume nazionale. Da un lato, il mondo dello sport e del calcio di massima serie viene scosso da indagini pesanti che toccano la sfera personale di atleti molto noti, portando alla luce dinamiche complesse tra agenzie di escort e serate private. Dall’altro lato, come accade puntualmente ogni anno all’inizio dell’estate, l’attenzione pubblica si sposta sulle ironiche e talvolta disarmanti performance degli studenti impegnati nelle prove scolastiche finali, capaci di ridefinire la storia e la letteratura con strafalcioni memorabili.

L’inchiesta sul calciatore della nazionale

Il difensore Alessandro Bastoni si trova attualmente al centro di una bufera giudiziaria coordinata dalla procura di Milano. L’ipotesi di reato avanzata dai magistrati è quella di prostituzione minorile, un’accusa estremamente pesante che il calciatore ha respinto con assoluta fermezza. Attraverso il suo avvocato difensore, Salvatore Scuto, l’atleta ha negato in modo categorico di aver mai avuto rapporti a pagamento e ha escluso con forza qualsiasi coinvolgimento con soggetti minorenni. Nonostante questa netta smentita, l’attenzione degli inquirenti si è concentrata su una serie di messaggi estratti dai telefoni dei protagonisti, che sembrano delineare uno scenario differente. In particolare, in una conversazione emersa dalle indagini, il calciatore si rivolgeva a Alessio Salamone, esponente dell’agenzia di escort denominata Ma.De, chiedendo di organizzare un incontro per il dopo partita a casa sua con la presenza di diverse persone per bere qualcosa insieme, raccomandandosi esplicitamente di non lasciare tracce che potessero compromettere la sua posizione pubblica o privata.

I dettagli emersi dalle intercettazioni

Le carte dell’inchiesta contengono messaggi risalenti agli anni passati che i pubblici ministeri stanno analizzando con estrema attenzione. In una chat datata 9 luglio 2020, Salamone faceva esplicito riferimento a una ragazza minorenne che avrebbe manifestato interesse nei confronti del giocatore. La risposta dell’atleta si focalizzava sulla ricerca di luoghi appartati in cui potersi isolare, con il suo interlocutore che suggeriva l’abitazione stessa come opzione più sicura per evitare occhi indiscreti. Oltre a queste conversazioni, gli inquirenti hanno esaminato contatti più recenti, come una chat di marzo 2025 che coinvolge un altro calciatore di Serie A, indicato temporaneamente con le iniziali B.K., il quale non risulta indagato ma utilizzava nei messaggi un linguaggio gergale, crudo e allusivo per fare riferimento a incontri organizzati. L’intera indagine ha preso il via dalle dichiarazioni spontanee di una giovane, N.V., che ha descritto dettagliatamente il funzionamento del sistema ai magistrati, spiegando come alcune ragazze venissero sistematicamente condotte nelle stanze delle abitazioni per intrattenere gli ospiti.

Il funzionamento dell’organizzazione e i compensi

Secondo le testimonianze raccolte nei verbali giudiziari, l’agenzia funzionava come un vero e proprio intermediario strutturato e professionale. Salamone si occupava di inviare cataloghi fotografici ai clienti per permettere la selezione accurata delle ragazze destinate alle serate. Durante il periodo della pandemia, i flussi di denaro legati a questi eventi privati erano notevoli, con cifre in contanti che oscillavano regolarmente tra i dieci mila e i quindici mila euro, a cui si aggiungevano ulteriori supplementi di mille euro per l’utilizzo esclusivo delle suite private. I giudici ritengono che restino pienamente in piedi le ipotesi di reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, poiché l’organizzazione metteva a disposizione delle giovani donne supporti logistici continui, tra cui alloggi dedicati, autisti privati per gli spostamenti sul territorio e la gestione centralizzata delle prenotazioni dei trasporti, agendo come un filtro costante con la clientela facoltosa del mondo sportivo.

La versione della ragazza coinvolta

Un elemento centrale della linea difensiva risiede nelle dichiarazioni della giovane donna che, secondo l’ipotesi d’accusa originaria, avrebbe avuto rapporti con il calciatore quando non aveva ancora compiuto la maggiore età. La ragazza, che all’epoca dei fatti contestati aveva diciassette anni e otto mesi e che oggi ha raggiunto i ventiquattro anni, si è presentata di persona in procura a Milano accompagnata dal padre per chiarire la propria posizione davanti alla procuratrice aggiunta Bruna Albertini. La giovane ha negato fermamente di aver mai operato come escort o di aver ricevuto denaro da Bastoni, ammettendo la conoscenza e l’incontro intimo ma rifiutando l’etichetta di prostituta. Attualmente la ragazza lavora nel settore dell’immagine tra le città di Milano e Dubai e possiede un seguito rilevante sui social network, che ha provveduto a limitare per tutelare la propria riservatezza durante lo svolgimento delle indagini. Un’altra testimone sentita a verbale ha confermato che molte ragazze partecipavano a questi eventi per il semplice interesse di frequentare calciatori famosi, ricevendo a volte regali o cene pagate, oppure agendo in modo del tutto gratuito.

Cosa rischia Bastoni

Sul piano giuridico, l’ipotesi di prostituzione minorile contestata a Bastoni rientra nell’articolo 600-bis del codice penale e prevede, in caso di accertamento di responsabilità, la reclusione da 1 a 6 anni e una multa da 1.500 a 6.000 euro. Più severe le pene previste per le forme di sfruttamento o organizzazione della prostituzione minorile, che possono arrivare fino a 12 anni di reclusione. L’eventuale esito detentivo, tuttavia, non sarebbe automatico e dipenderebbe dalla pena finale, dalla concessione di benefici e dalle valutazioni del giudice in fase di condanna.

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Ultimo Aggiornamento: 02/07/2026 10:15

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