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Blackout per il caldo, rimborsi in bolletta fino a 300 euro. Come ottenerli

Pubblicato: 02/07/2026 08:09

Le ondate di caldo estremo non mettono sotto pressione soltanto le persone, ma anche la rete elettrica. L’utilizzo massiccio di condizionatori e altri sistemi di raffrescamento può infatti provocare blackout causati dal sovraccarico degli impianti. In questi casi, i clienti possono avere diritto a un indennizzo automatico in bolletta, previsto dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera).

L’importo del rimborso varia in base alla durata dell’interruzione, alla tipologia di utenza e al Comune di residenza, con un massimo di circa 300 euro per le utenze domestiche.

Quando spetta il rimborso

L’indennizzo viene riconosciuto quando l’interruzione della fornitura supera i limiti di durata fissati da Arera.

Per le utenze domestiche, nei Comuni con oltre 5.000 abitanti il rimborso scatta dopo almeno 8 ore consecutive senza elettricità. Nei Comuni con meno di 5.000 abitanti, invece, la soglia sale a 12 ore.

Il risarcimento parte da 35 euro e aumenta di 17 euro ogni ulteriori quattro ore di interruzione, fino a raggiungere un massimo di circa 300 euro.

Come viene accreditato

Non è necessario presentare alcuna domanda. Il rimborso viene riconosciuto automaticamente e accreditato direttamente nella prima bolletta utile, con una voce specifica dedicata agli indennizzi.

I tempi di accredito sono generalmente di almeno 60 giorni dal blackout, ma possono arrivare fino a 180 giorni nel caso di eventi che coinvolgono oltre due milioni di utenze.

L’indennizzo viene riconosciuto agli utenti in regola con il pagamento delle bollette.

I rimborsi per aziende e attività commerciali

Il sistema di indennizzi riguarda anche imprese e attività commerciali, con importi più elevati rispetto alle utenze domestiche.

Per le forniture fino a 100 kW il rimborso parte da 150 euro, aumenta di 75 euro ogni quattro ore aggiuntive di interruzione e può arrivare fino a 1.000 euro.

Per le utenze con potenza superiore a 100 kW, invece, l’indennizzo parte da 270 euro, cresce di 135 euro ogni quattro ore e può raggiungere un massimo di 6.000 euro.

In questi casi il rimborso scatta dopo almeno quattro ore di blackout nei Comuni sopra i 5.000 abitanti e dopo sei ore nei centri più piccoli.

Cosa fare se un elettrodomestico si rompe

L’indennizzo automatico copre esclusivamente il disagio provocato dall’interruzione della corrente e non risarcisce gli eventuali danni subiti dagli elettrodomestici.

Se un blackout provoca il guasto di un apparecchio elettrico, il consumatore può richiedere un risarcimento aggiuntivo al proprio fornitore, allegando tutta la documentazione utile a dimostrare il danno, come fotografie, ricevute d’acquisto e una relazione tecnica che attesti il collegamento tra il guasto e l’interruzione dell’energia.

Qualora la richiesta venga respinta, è possibile ricorrere al servizio di conciliazione previsto per le controversie nel settore energetico.

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