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Calciatore perde moglie e figli nel terremoto, ora un nuovo dramma: “Cosa gli sta succedendo, atroce”

Pubblicato: 03/07/2026 13:06

Ci sono eventi che travolgono le vite delle persone con una rapidità tale da lasciare poco spazio alla comprensione immediata. Le catastrofi naturali, in particolare, non colpiscono soltanto i territori ma spezzano legami familiari, interrompono quotidianità e cancellano in pochi istanti ciò che era stato costruito nel tempo.

In situazioni di questo tipo, la cronaca si intreccia inevitabilmente con il dolore personale, raccontando storie che vanno oltre il dato numerico delle vittime e si concentrano sulle conseguenze umane e affettive di eventi di portata devastante.
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Il dramma dopo il terremoto in Venezuela

Il calciatore Lucas Trejo sta vivendo ore di profondo shock dopo la tragedia che ha colpito la sua famiglia in seguito al violento terremoto in Venezuela. La moglie Yanina Maranella e i figli Aaron e Ainhoa sono stati ritrovati senza vita sotto le macerie del palazzo in cui vivevano, completamente distrutto dal sisma.

Il disastro naturale ha provocato complessivamente quasi duemila vittime, lasciando intere comunità in condizioni di emergenza e distruzione. La famiglia del calciatore è stata tra le più colpite, con il crollo dell’edificio in cui si trovavano al momento del terremoto.

Secondo quanto riportato, dopo due giorni di ricerche e appelli disperati, è arrivata la conferma del ritrovamento dei corpi, segnando la fine delle speranze che i familiari avevano coltivato nelle ore successive al sisma.

Le ore di ricerca e lo shock del calciatore

Nel momento del terremoto, Lucas Trejo si trovava a Caracas per disputare una partita di coppa con il Deportivo La Guaira, mentre la sua famiglia era rimasta a Playa Grande, una delle zone più colpite dal sisma.

Per giorni il calciatore ha partecipato personalmente alle operazioni di ricerca tra le macerie, nella speranza di ritrovare vivi la moglie e i figli. Secondo quanto raccontato dai familiari, il giocatore ha scavato direttamente tra i resti dell’edificio, senza mai avere accesso continuativo al telefono, impegnato nella disperata ricerca.

La conferma della morte della famiglia è arrivata dopo un lungo periodo di incertezza, durante il quale il calciatore ha continuato a sperare in un esito diverso. La notizia ha avuto un impatto immediato e devastante sulle sue condizioni psicologiche.

Le parole della famiglia

A raccontare la situazione è stata la sorella del calciatore, Karen Trejo, che ha descritto le condizioni del fratello come estremamente gravi. Il giocatore si trova attualmente a La Guaira, completamente solo e sotto sedazione, a causa del forte trauma subito.

Karen ha spiegato che i familiari non sono riusciti a mettersi in contatto con lui nei giorni immediatamente successivi al sisma, poiché impegnato nelle operazioni di ricerca tra le macerie.

Nel suo racconto ha dichiarato: “Abbiamo parlato con Lucas solo una volta negli ultimi giorni. Non ha mai avuto accesso al suo telefono perché era impegnato a rimuovere le macerie e non siamo riusciti a contattarlo. Lucas è sedato perché sta molto male e non ha familiari lì con lui”.

La famiglia aveva anche attivato una raccolta di aiuti per consentire un viaggio urgente in Venezuela, nel tentativo di supportare il calciatore nelle ricerche. Tuttavia, proprio in quelle ore è arrivata la conferma più drammatica.

Karen ha infatti aggiunto: “Proprio quel giorno stavano cercando i macchinari e in quello stesso gruppo ci hanno informato di aver trovato i tre corpi”.

Una tragedia dentro la catastrofe

La vicenda di Lucas Trejo si inserisce nel quadro più ampio della devastazione provocata dal terremoto in Venezuela, che ha colpito duramente infrastrutture, abitazioni e famiglie intere.

Il crollo del palazzo in cui viveva la famiglia del calciatore rappresenta uno dei tanti episodi che stanno emergendo nelle ore successive alla tragedia, mentre continuano le operazioni di soccorso e recupero nelle aree più colpite.

La storia del giocatore, segnata dalla perdita improvvisa della moglie e dei due figli, diventa così il simbolo umano di una catastrofe che ha lasciato dietro di sé un bilancio drammatico e ancora in evoluzione.

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