
La Fraternità San Pio X, fondata nel 1970 dall’arcivescovo francese Marcel Lefebvre, è tornata al centro dell’attenzione dopo la rottura con la Chiesa di Roma. Dietro il movimento tradizionalista, però, c’è una struttura consolidata anche dal punto di vista economico, costruita in oltre mezzo secolo di attività grazie a una rete di benefattori, donazioni ed eredità che sostengono le sue opere religiose e formative.
Come si finanziano i lefebvriani in Italia
La domanda su chi finanzia i lefebvriani è inevitabile. Secondo quanto dichiarato dallo stesso distretto italiano della Fraternità, il sostegno economico arriva esclusivamente dalle offerte dei benefattori.
Le modalità di contribuzione sono numerose: bonifici, bollettini postali, PayPal, donazioni fiscalmente detraibili e lasciti testamentari. Grazie a queste risorse vengono mantenuti i quattro priorati di Albano Laziale, Montalenghe, Rimini e Silea, oltre a 23 cappelle, tre centri per esercizi spirituali e sette scuole e iniziative educative presenti sul territorio nazionale.
Il contributo del 5 per mille
Un’altra fonte di entrata è rappresentata dal 5 per mille. La Fondazione Fraternità San Pio X Ets è infatti iscritta al Registro unico nazionale del Terzo settore e può ricevere questa forma di sostegno fiscale.
Nel 2024 la fondazione ha raccolto 1.266 preferenze, ottenendo circa 41.931 euro, comprese le quote derivanti dalle firme generiche. Si tratta di un incremento rispetto al 2023, quando le preferenze erano state 942, per un totale di circa 31.254 euro.
Il patrimonio della Fraternità in Francia
I dati più significativi arrivano però dalla Francia, dove la Fraternità dispone di una struttura economica molto più ampia.
Secondo il bilancio certificato da KPMG relativo al 2023, la sede francese, i priorati e il seminario di Flavigny disponevano di:
- 41 milioni di euro di immobilizzazioni nette;
- 13 milioni di liquidità;
- 8,65 milioni di euro in titoli finanziari;
- un patrimonio netto superiore ai 51 milioni di euro.
L’attivo complessivo di bilancio raggiungeva 67,91 milioni di euro, comprendendo immobili, terreni, edifici religiosi, strumenti finanziari e beni ricevuti in eredità.
Le eredità rappresentano una voce decisiva
Tra le principali fonti di finanziamento figurano i lasciti testamentari. La stessa Fraternità incoraggia i fedeli a destinare immobili, denaro e altri beni attraverso il testamento.
Solo in Francia, nel 2023, questa voce ha generato circa 8 milioni di euro, confermandosi uno dei pilastri economici dell’organizzazione.
Il caso del Regno Unito
Anche nel Regno Unito il peso delle eredità è rilevante. La Society of St Pius X, registrata come ente benefico in Inghilterra e Galles, nel 2024 ha dichiarato entrate pari a 1,89 milioni di sterline e spese per poco più di 2 milioni.
Di queste entrate, 1,26 milioni di sterline provenivano da lasciti testamentari. L’anno precedente il dato era stato ancora più elevato: 4,34 milioni di sterline di entrate, di cui 2,24 milioni derivanti proprio dalle eredità.
Una rete internazionale di scuole, seminari e cappelle
Le risorse economiche raccolte nei diversi Paesi consentono alla Fraternità San Pio X di finanziare una vasta rete internazionale composta da cappelle, seminari, scuole private e opere religiose, organizzate secondo i principi tradizionalisti del movimento fondato da Marcel Lefebvre.
Il modello economico della Fraternità non si basa quindi su un unico grande finanziatore, ma su una rete diffusa di sostenitori che, attraverso donazioni periodiche ed eredità, alimentano una struttura patrimoniale cresciuta costantemente nel corso degli anni.


