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Angela bloccata in Arabia Saudita con la figlia di due anni: il marito le ha sequestrato i passaporti

Pubblicato: 03/07/2026 09:14

Quella che doveva essere una vacanza di Pasqua si è trasformata in un incubo per Angela Rovera, dentista di Piasco, in provincia di Cuneo, e segretaria nazionale dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiana. Da oltre tre mesi la donna si trova bloccata a Taif, in Arabia Saudita, insieme alla figlia di appena due anni. Secondo la denuncia dei suoi legali, il marito avrebbe sottratto i passaporti di entrambe, impedendo loro di rientrare in Italia.

Rovera, originaria di Busca, era partita il 29 marzo insieme al marito Ali Alzaharani e alla bambina per trascorrere le festività pasquali con la famiglia dell’uomo. Il ritorno era previsto per il 10 aprile, ma il viaggio non si è mai concluso. Una volta arrivati nel Paese, l’uomo si sarebbe impossessato dei documenti della moglie e della figlia, trattenendole contro la loro volontà.
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La denuncia dei legali

Gli avvocati Omar Blanc e Matteo Santini hanno avviato un’azione civile e una penale, mentre un legale segue il procedimento direttamente in Arabia Saudita. Secondo quanto riferiscono, madre e figlia vivrebbero da fine marzo in una condizione di forte limitazione della libertà personale, senza la possibilità di muoversi liberamente e costrette a rimanere nell’abitazione sotto costante controllo e videosorveglianza.

I difensori descrivono una situazione particolarmente delicata, sostenendo che la donna non abbia alcuna possibilità di lasciare il Paese insieme alla bambina.

Il pressing della Farnesina

Il caso è arrivato all’attenzione del Governo italiano. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha inviato una lettera al suo omologo saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, chiedendo un intervento sulla vicenda. Nel frattempo Ambasciata e Consolato d’Italia hanno avviato interlocuzioni con le autorità saudite per favorire una soluzione.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che ha riferito di essersi confrontato direttamente con Tajani. La Farnesina segue il caso attraverso i canali diplomatici con l’obiettivo di garantire la tutela della bambina e consentire il rientro in Italia di madre e figlia nel più breve tempo possibile.

I legali confidano che il coinvolgimento delle istituzioni italiane possa imprimere un’accelerazione decisiva alla vicenda e riportare presto le due connazionali a casa.
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