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Attentato a Ranucci, indagato Valter Lavitola: perquisizione nell’inchiesta sul raid esplosivo

Pubblicato: 06/07/2026 21:36

Si allarga l’inchiesta sull’attentato avvenuto nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati l’ex editore e imprenditore Valter Lavitola, ritenuto dagli inquirenti un possibile mandante del raid dinamitardo. Su disposizione dei pubblici ministeri, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati hanno eseguito una perquisizione nei suoi confronti, sequestrando telefoni cellulari e computer che saranno ora sottoposti ad analisi nell’ambito delle indagini.

L’attività investigativa punta a verificare l’eventuale coinvolgimento di Lavitola nell’organizzazione dell’attentato e ad acquisire elementi utili a confermare o escludere l’ipotesi accusatoria. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un nuovo sviluppo dell’inchiesta coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, inizialmente seguita dal pubblico ministero Carlo Villani e ora affidata al pm della Direzione distrettuale antimafia, Edoardo De Santis.

Le accuse e i nuovi sviluppi dell’inchiesta

L’indagine aveva già registrato una svolta nei giorni scorsi con l’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti gli esecutori materiali dell’attentato. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di detenzione, porto in luogo pubblico e utilizzo di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, con l’aggravante di aver agito in più di cinque persone e con modalità ritenute di tipo mafioso.

Le stesse contestazioni vengono ora mosse, in concorso, anche a Valter Lavitola. Gli investigatori concentreranno l’attenzione sul materiale informatico sequestrato durante la perquisizione, nella ricerca di eventuali riscontri che possano chiarire il ruolo dell’ex editore nella pianificazione dell’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci.

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