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“Mai così male”. Sondaggi, per un partito è un tonfo storico: un incubo (e c’è chi se la ride)

Pubblicato: 07/07/2026 07:43

La Lega attraversa uno dei momenti più complicati della sua storia sul piano elettorale. A certificarlo è la media dei sondaggi politici elaborata da Termometro Politico, che fotografa un Carroccio sceso al 6%, il livello più basso degli ultimi tredici anni. Un dato che riporta il partito ai numeri registrati nel 2013, poco prima dell’elezione di Matteo Salvini alla segreteria e della successiva crescita che avrebbe portato la Lega ai massimi storici.

Anche Fratelli d’Italia registra un nuovo calo. Il partito guidato da Giorgia Meloni resta saldamente la prima forza politica italiana con il 27,8%, ma scende sotto la soglia del 28% per la prima volta dalle elezioni europee del 2024. Un segnale che conferma una fase di rallentamento per l’intera coalizione di centrodestra.

Tiene invece Forza Italia, che si attesta al 7,8%, limitando le perdite a pochi decimali. A preoccupare maggiormente è però la situazione della Lega, ormai vicinissima a infrangere una soglia simbolica. Secondo la serie storica di Termometro Politico, il partito non registrava percentuali così basse dalla fine del 2013, quando era ancora in piena fase di riorganizzazione.

Il confronto con il passato evidenzia la portata del calo. Dopo aver toccato il 3,8% nel dicembre 2013, la Lega iniziò una rapida risalita grazie alla leadership di Salvini e alla trasformazione da partito territoriale a forza politica nazionale. Nel giro di pochi mesi superò il 6% e negli anni successivi arrivò fino al 37% in prossimità delle elezioni europee del 2019. Oggi quel consenso appare ormai lontano.

Tra le principali novità del panorama politico spicca la crescita di Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci. Il partito raggiunge il 5,7% e continua a guadagnare terreno, avvicinandosi sempre più al sorpasso sulla Lega. Una crescita che sembra intercettare soprattutto una parte dell’elettorato tradizionalmente vicino al Carroccio.

Sul fronte opposto, il centrosinistra mostra maggiore stabilità. Il Partito Democratico guidato da Elly Schlein sale al 21,3%, mentre il Movimento 5 Stelle torna al 12,9% dopo le oscillazioni delle ultime settimane. Alleanza Verdi e Sinistra resta stabile al 6,3%, consolidando il proprio consenso.

Sommando i risultati di Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra, il centrosinistra raggiunge un livello di consenso sostanzialmente equivalente a quello dei tre principali partiti del centrodestra, ovvero Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Un equilibrio che potrebbe rivelarsi decisivo in vista delle prossime elezioni politiche, soprattutto se il cosiddetto campo largo dovesse concretizzarsi.

A completare il quadro ci sono Italia Viva di Matteo Renzi, stimata al 2,5%, e +Europa, all’1,5%. Sul fronte opposto, oltre ai partiti della maggioranza, il centrodestra può contare solo su Noi Moderati, che nei sondaggi si aggira intorno all’1%. Sulla carta, quindi, il centrosinistra dispone oggi di un vantaggio di circa due punti percentuali.

Lo scenario resta comunque aperto. Molto dipenderà dalla capacità del centrosinistra di presentarsi unito, dalle eventuali alleanze del centrodestra con Roberto Vannacci, dall’evoluzione della legge elettorale e dal peso dei partiti che correranno fuori dalle coalizioni. Tra questi, oltre a Futuro Nazionale, continua a ritagliarsi uno spazio anche Azione di Carlo Calenda, attualmente stimata intorno al 3% nei principali sondaggi.

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