
Il cardinale Cristóbal López Romero ha deciso di autosospendersi dalle attività pastorali dopo le accuse di presunti comportamenti sessuali inappropriati rivoltegli da almeno cinque donne. L’arcivescovo di Rabat, in Marocco, ha sempre respinto ogni contestazione, ma ha scelto di fare un passo indietro mentre il Vaticano ha avviato un’indagine preliminare per verificare le denunce. La vicenda coinvolge uno dei porporati considerati tra i possibili candidati alla successione di papa Francesco, che lo aveva creato cardinale nel 2020.
Le accuse sono emerse dopo alcune testimonianze raccolte dall’agenzia Afp, secondo cui diverse donne avrebbero riferito episodi di condotta ritenuta inappropriata. Una prima testimonianza è arrivata da una donna in pensione impegnata nella Chiesa cattolica marocchina, che ha parlato di più episodi e di approcci dai quali sarebbe riuscita a sottrarsi con difficoltà. Un’altra denuncia scritta sarebbe stata presentata alla Nunziatura apostolica di Rabat, mentre una fonte interna alla diocesi avrebbe riferito dell’esistenza di almeno altre tre segnalazioni con accuse simili.
L’annuncio del passo indietro e l’indagine vaticana
In un comunicato diffuso martedì 7 luglio, Lopez Romero ha confermato l’esistenza dell’indagine e la propria decisione di sospendere temporaneamente il suo ruolo pubblico. «Sono accusato di comportamento inappropriato nei confronti di donne adulte. Questa situazione ha indotto la Chiesa ad avviare un’indagine preliminare», ha dichiarato il cardinale, assicurando la propria collaborazione con gli organismi incaricati degli accertamenti.
Il porporato spagnolo ha inoltre annunciato che si asterrà dal presiedere celebrazioni pubbliche e dal partecipare alle attività pastorali, spiegando che la situazione rappresenta «fonte di turbamento» per la comunità ecclesiale. Lopez Romero ha aggiunto di essere consapevole delle difficoltà create dalla vicenda e degli interrogativi sollevati dalle accuse.
La sua autosospensione arriva in una fase delicata per la Chiesa cattolica, mentre l’indagine interna dovrà ora stabilire la fondatezza delle denunce e ricostruire i fatti contestati.


