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Esce per un’immersione e non riemerge più: il giallo delle ferite alla testa

Pubblicato: 13/07/2026 22:52

Doveva essere una normale immersione nelle acque cristalline di Marina di Puolo, ma si è trasformata in una tragedia ancora tutta da chiarire. Luigi Belardo, subacqueo di 54 anni, è stato trovato morto sul fondale marino dopo essere scomparso durante un’escursione organizzata insieme ad alcuni amici. A rendere ancora più fitto il mistero sono le ferite alla testa riscontrate sul corpo, sulle quali ora dovranno fare luce gli accertamenti disposti dalla Procura.

L’uomo, residente in provincia di Ravenna ma originario della Campania, si trovava in vacanza in Costiera Sorrentina per praticare una delle sue passioni. Le indagini sono affidate alla Capitaneria di Porto e alla Procura di Torre Annunziata, che hanno disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso.

L’allarme dopo il mancato rientro

La tragedia si è consumata nella tarda mattinata di domenica 12 luglio nelle acque di Marina di Puolo, nel territorio di Massa Lubrense, all’interno dell’area dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, una delle più rinomate del Mediterraneo per la ricchezza dei suoi fondali.

Belardo stava partecipando a un’immersione insieme ad alcuni amici e agli operatori di un diving di Castellammare di Stabia, con una barca d’appoggio che seguiva il gruppo. Tutto sembrava procedere regolarmente fino al momento del rientro in superficie. Quando gli altri sub sono risaliti a bordo, però, del 54enne non c’era alcuna traccia.

L’allarme è scattato intorno alle 12:30, facendo partire immediatamente le ricerche coordinate dalla Guardia Costiera di Castellammare di Stabia e dalla sezione di Sorrento.

Il ritrovamento e il mistero delle ferite

Le squadre di soccorso hanno individuato poco dopo il corpo del sub sul fondale. Per lui non c’era ormai più nulla da fare.

Durante il recupero della salma sarebbero state riscontrate diverse ferite alla testa, un particolare che ha spinto gli inquirenti ad approfondire le circostanze della morte. Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi.

Tra gli scenari al vaglio degli investigatori vi è anche quello di un possibile impatto con un’imbarcazione durante la fase di risalita oppure di un urto accidentale contro gli scogli o altri ostacoli presenti sul fondale. Saranno però gli esami medico-legali a stabilire se quelle lesioni siano state riportate prima o dopo il decesso e quale ruolo abbiano avuto nella tragedia.

Disposta l’autopsia

La salma di Luigi Belardo è stata trasferita nell’obitorio del cimitero di Castellammare di Stabia, dove resta a disposizione della Procura di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso.

L’autopsia dovrà chiarire le cause esatte della morte, verificando se il decesso sia stato provocato da un malore, da un incidente durante l’immersione oppure dalle lesioni riscontrate sul capo. Parallelamente proseguono gli accertamenti della Guardia Costiera per ricostruire gli ultimi minuti dell’escursione e verificare la presenza di eventuali imbarcazioni nella zona al momento della tragedia.

Solo al termine degli esami tecnici sarà possibile fare piena luce su una vicenda che, al momento, presenta ancora numerosi interrogativi.

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Ultimo Aggiornamento: 13/07/2026 23:04

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