Vai al contenuto

Legge elettorale, il centrodestra si divide sulle preferenze: cosa cambia con l’emendamento di FdI

Pubblicato: 13/07/2026 16:06

Il centrodestra trova un’intesa solo parziale sulla riforma della legge elettorale. Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc hanno depositato alla Camera un emendamento che introduce le preferenze nei collegi plurinominali, ma senza il sostegno di Lega e Forza Italia, che per ora non hanno sottoscritto il testo.

La proposta prevede un sistema misto: ogni lista sarà composta da sette candidati, con un capolista bloccato e altri sei candidati sui quali gli elettori potranno esprimere fino a tre preferenze.

Come funzionano le preferenze

Secondo l’emendamento, il capolista resterà escluso dalla competizione delle preferenze e sarà il primo eletto se la lista conquisterà almeno un seggio nel collegio. Gli altri seggi saranno invece assegnati in base ai voti di preferenza ottenuti dai sei candidati successivi.

Nel caso in cui due candidati ottengano lo stesso numero di preferenze, prevarrà l’ordine con cui sono stati inseriti nella lista.

La proposta introduce anche un vincolo di genere: chi esprime più preferenze dovrà indicare candidati di sesso diverso. In caso contrario, la seconda e la terza preferenza saranno annullate. Anche la composizione delle liste dovrà rispettare un’alternanza tra uomini e donne dopo il capolista.

Resta inoltre possibile la candidatura multipla, ma con un limite massimo di cinque collegi plurinominali.

Lega e Forza Italia non firmano

L’emendamento è stato discusso all’interno della maggioranza, ma Lega e Forza Italia hanno preferito non sottoscriverlo, rinviando la decisione al voto dell’Aula. Secondo fonti della maggioranza, resta comunque l’obiettivo di sostenere la proposta durante l’esame parlamentare, anche se un eventuale scrutinio segreto potrebbe favorire franchi tiratori.

Le novità sul voto all’estero

L’accordo tra tutti i partiti della maggioranza è invece stato raggiunto sulla revisione del voto degli italiani all’estero.

Alla Camera le attuali quattro ripartizioni verrebbero ridotte a due: una comprendente Europa, Turchia e territori asiatici della Federazione russa, l’altra con Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide. Per il Senato, invece, i seggi saranno attribuiti sull’intera circoscrizione Estero.

Il numero complessivo dei parlamentari eletti oltreconfine non cambia, ma sarà modificata la loro distribuzione in base al numero dei residenti italiani.

Controlli più rigidi e tetto al premio di governabilità

Tra gli emendamenti della maggioranza figura anche un rafforzamento dei controlli sul voto per corrispondenza. Ogni plico conterrà un tagliando identificativo con codice alfanumerico e firma dell’elettore, mentre saranno annullate le schede che non rispettano le procedure previste.

Per le violazioni delle norme sul voto all’estero viene inoltre proposta una stretta sulle sanzioni, con l’aumento della pena fino a un massimo di cinque anni di reclusione.

Un’altra modifica fissa infine il limite massimo del premio di governabilità: la lista o coalizione vincente non potrà ottenere più di 220 deputati e 113 senatori, esclusi gli eletti nella circoscrizione Estero.

La proposta del Movimento 5 Stelle

Tra gli emendamenti presentati dalle opposizioni spicca quello del Movimento 5 Stelle, che propone una o due preferenze con alternanza di genere, la riduzione dei seggi aggiuntivi assegnati con il premio di governabilità e l’eliminazione dell’indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio sulla scheda elettorale. Il Partito Democratico, invece, non ha presentato modifiche sul tema delle preferenze.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure