Vai al contenuto

“Io pentito? Non…”. Picchia un senzatetto, ora le parole micidiali da Cruciani

Pubblicato: 14/07/2026 13:04

Il clima di tensione sociale che attraversa il Paese si arricchisce di un nuovo, inquietante capitolo, destinato a rinfocolare le polemiche sulla sicurezza e sui limiti della difesa personale. Nessun passo indietro, anzi. Giuseppe Barboni, il 38enne iscritto a Futuro Nazionale che ha picchiato il senzatetto iracheno a San Benedetto, rilancia. Ai microfoni della trasmissione che gli ha dato più voce negli ultimi tempi, La Zanzara su Radio24, ospitandolo anche con una fascia tricolore da sindaco senza averne titolo, ha detto: “Io pentito? Ma stiamo scherzando? Anzi, un po’ mi sono pentito perché potevo benissimo prenderlo e addormentarlo, usando delle tecniche. Invece gli ho dato due buffetti, due carezze. Gli potevo spezzare un braccio, gli potevo spezzare una gamba. Era così ormai inerme, svenuto. E io invece non ho fatto nulla”.

La ricostruzione fornita dal protagonista dello scontro, tuttavia, cozza violentemente con le immagini catturate dai passanti e rimbalzate rapidamente sulle principali piattaforme web. Barboni ha provato a giustificare la durezza del suo intervento parlando di una percezione di imminente pericolo di vita. “Ho cercato con educazione di allontanarlo – spiega ancora Barboni parlando dell’episodio che ha riguardato l’iracheno – quando lui si è girato pensavo che stesse per prendere un coltello, quindi l’ho fermato. Ho tolto un problema alla società”. Una tesi che non ha convinto la stampa e sulla quale lo stesso conduttore radiofonico ha espresso forti riserve in diretta. “Ma nel video si vede che dopo averlo messo a terra lo hai anche preso a pugni e poi lo ha sbattuto contro un palo”, replica il conduttore Giuseppe Cruciani.

Le giustificazioni della violenza e il dibattito sulla giustizia fai da te

La risposta del trentottenne di fronte alle contestazioni visive non ha mostrato alcun segno di ravvedimento, spostando l’asse della discussione su una pretesa proporzionalità della forza utilizzata. Barboni ha infatti minimizzato la portata delle percosse inflitte all’uomo a terra. “Non erano pugni, se lo fossero stati sarebbe morto. Quando ti trovi davanti una situazione del genere, se quello va di matto devi fermarlo, ma i pugni sono un’altra cosa. Il palo? Non l’ho fatto apposta, l’ho solo tolto dalla strada”. Sollecitato poi sul motivo per cui non si fosse rivolto ai canali istituzionali di sicurezza prima di agire in prima persona, ha attaccato la presunta lentezza degli interventi pubblici.

Perché non chiamare le forze dell’ordine? “Le forze dell’ordine sono state chiamate, quell’uomo stava lì dalle 19, io sono intervenuto, perché casualmente mi trovavo lì di passaggio, alle 21.30. Se fossi stato il sindaco sarei intervenuto personalmente. La gente è esausta di queste melme ingrate, dell’iracheno come tanti altri, oggi in Italia la soluzione è o il generale Vannacci o Belfast”. Le dichiarazioni belligeranti continuano a dividere l’opinione pubblica nazionale, mentre gli uffici investigativi proseguono gli accertamenti per definire i contorni giuridici della vicenda. Nel frattempo il commissariato di Polizia di San Benedetto del Tronto resta al lavoro per ricostruire quanto accaduto sabato sera sul lungomare. Fino a ieri l’aggredito non aveva presentato nessuna denuncia ma lo potrebbe fare nelle prossime ore.

Le distanze della politica e l’attesa per Civitanova

Sul versante politico, l’episodio rischia di creare forti imbarazzi ai vertici del movimento conservatore a cui l’uomo risulta tesserato, spingendo i rappresentanti locali a una netta e immediata presa di distanza. C’è grande attesa per capire la reazione del generale Roberto Vannacci, finora rimasto in silenzio sull’accaduto. Il leader di Futuro Nazionale domani, 15 luglio, sarà nelle Marche, alle 11.30 allo Shada di Civitanova. A parlare è stato però Fabrizio Ciarapica, coordinatore di Futuro Nazionale nelle Marche, in un’intervista a Il Resto del Carlino.

L’esponente del movimento ha voluto precisare il ruolo marginale del trentottenne all’interno della struttura organizzativa del partito, rigettando qualsiasi legittimazione di comportamenti violenti. “La persona coinvolta è un semplice iscritto al movimento, ha aderito autonomamente attraverso il sito, come hanno fatto oltre 130mila italiani. Non ricopre alcun incarico né funzioni di rappresentanza in Futuro Nazionale. Molti cittadini avvertono un crescente senso di insicurezza e chiedono risposte concrete su sicurezza e legalità. È un disagio che la politica ha il dovere di affrontare con serietà e una maggiore presenza dello Stato. Proprio per questo la risposta non può mai essere la violenza o la giustizia fai da te”.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure