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“Lasciato lì come una bestia!”. Ciclista aggredito dal branco: follia shock in Italia

Pubblicato: 14/07/2026 13:26

Una tranquilla uscita in bicicletta si è trasformata in pochi istanti in un episodio di violenza che ha sconvolto un’intera comunità. Quella che doveva essere una sessione di allenamento lungo una strada poco trafficata si è conclusa con un’aggressione brutale, un ricovero in ospedale e un’indagine che, nel giro di pochi giorni, ha portato ai primi importanti sviluppi.

Vicende di questo tipo riportano l’attenzione sul tema della violenza gratuita e sul ruolo delle indagini nel ricostruire quanto accaduto. In casi come questo, il lavoro degli investigatori si concentra sulla raccolta di testimonianze, sull’analisi delle immagini di videosorveglianza e sugli elementi utili a individuare i responsabili. Ed è proprio grazie a questi accertamenti che la vicenda ha registrato una svolta.
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Quattro giovani si costituiscono dopo l’aggressione

L’episodio si è verificato a Lido di Camaiore, dove il ciclista Federico Pedonese, 44 anni, è stato aggredito nella notte tra giovedì e venerdì mentre percorreva in bicicletta via Balza Fiorita, in direzione di Monteggiori.

Nelle scorse ore quattro ragazzi si sono presentati spontaneamente al Commissariato di Polizia di Viareggio, costituendosi. Si tratta di due minorenni e due diciottenni, tutti residenti a Camaiore. Uno dei maggiorenni aveva compiuto diciotto anni soltanto poche settimane fa.

Secondo quanto emerso, sarebbero loro i componenti del gruppo che ha assalito il quarantquattrenne nelle prime ore del mattino. Gli investigatori stanno comunque proseguendo gli accertamenti per verificare se vi siano altre persone coinvolte oppure se il gruppo sia composto esclusivamente dai quattro giovani che hanno deciso di presentarsi agli agenti.

Le indagini e il lavoro della polizia

La svolta è arrivata al termine delle indagini avviate immediatamente dopo l’aggressione.

Gli agenti del Commissariato di Viareggio hanno raccolto le testimonianze, ascoltato la vittima e analizzato le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti lungo il percorso.

Un contributo decisivo è arrivato anche dal numero di targa che lo stesso Federico Pedonese era riuscito a fornire agli investigatori nonostante le condizioni in cui si trovava dopo l’aggressione.

Attraverso questo elemento gli agenti sono risaliti al conducente del veicolo e successivamente hanno ricostruito la rete di conoscenze, individuando proprio i quattro giovani che, di fatto, risultavano già tra le persone sulle quali si stavano concentrando gli accertamenti.

I due minorenni si sono presentati accompagnati dai genitori.

Tutti e quattro sono stati denunciati con le accuse di lesioni personali in concorso e omissione di soccorso.

A rappresentarli è l’avvocato Luisa Tamburini, del Foro di Firenze, che al momento ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

Il racconto della vittima: “Mi hanno lasciato lì”

Dal letto dell’ospedale Versilia, dove è ricoverato dopo l’intervento chirurgico per la frattura del femore, Federico Pedonese non nasconde il proprio dolore e la propria amarezza.

«Devono pagare – commenta – non solo per l’aggressione in sé, ma perché mi hanno lasciato lì sull’asfalto. Una cosa del genere non si fa nemmeno a una bestia: se non fosse stato per la ragazza che mi ha visto e mi ha soccorso, chiamando l’ambulanza, non so per quanto tempo ancora sarei rimasto lì, a rischio di essere investito».

Il quarantquattrenne, ciclista amatoriale, ha poi ricostruito quanto accaduto quella notte.

«Io mi alleno con la mia bicicletta ogni volta che ne ho l’occasione e spesso mi è capitato anche in passato di farlo durante le ore notturne, quando c’è meno traffico. Quella notte stavo percorrendo la strada per Monteggiori, via Balza Fiorita, quando a un certo punto un’auto mi si è avvicinata da dietro e ho iniziato a sentire quei ragazzi che mi prendevano in giro: mi dicevano cose come “vai a letto”, “ma cosa ci fai qui”, e poi una serie di offese nei miei confronti».

Pedonese racconta di aver reagito sputando verso il finestrino dell’auto mentre il veicolo lo sorpassava.

«Per tutta risposta si sono fermati un centinaio di metri più avanti e uno di loro è sceso, come per aspettarmi. Sono sceso anch’io dalla bici, gli ho chiesto cosa volesse e lui per tutta risposta mi ha tirato un calcio. Gli ho gridato che mi faceva male e in quel momento mi ha assalito, sollevandomi e scagliandomi a terra».

L’impatto gli ha provocato una grave frattura del femore, aggravata, secondo il suo racconto, dai successivi calci ricevuti mentre era già a terra.

Polizia intervenuta sul posto durante i controlli notturni

L’accusa di omissione di soccorso

Nel suo racconto, Pedonese punta il dito non soltanto contro chi avrebbe materialmente sferrato l’aggressione, ma anche contro gli altri ragazzi presenti.

«Gli altri sono rimasti fermi a guardare. Non resistevo più dal dolore, ho provato a girarmi per chiedere aiuto nonostante mi facesse malissimo la gamba e in quel momento sono saliti sull’auto e sono scappati».

Per questo motivo ritiene che anche gli altri componenti del gruppo abbiano una responsabilità.

«Per questo non reputo gli altri ragazzi meno colpevoli di chi mi ha picchiato. Sono rimasti lì in piedi senza fare niente, e sono fuggiti con lui senza avere la coscienza di chiamare i soccorsi. Se almeno si fossero pentiti riconoscendo di aver superato il limite e non mi avessero lasciato lì in mezzo alla strada, sarebbe stato diverso. Francamente penso sia gravissimo che nel 2026 si possano avere reazioni di questo genere, tanto più da parte di ragazzi così giovani».

Secondo quanto ricostruito, dopo l’aggressione il gruppo si sarebbe spostato nella piazzetta della chiesa di Santa Lucia, dove avrebbe danneggiato alcuni vasi contenenti addobbi floreali. Per questo episodio il Comune di Camaiore avrebbe manifestato l’intenzione di presentare una denuncia per danneggiamento.

L’inchiesta prosegue per chiarire definitivamente ogni aspetto della vicenda e verificare se oltre ai quattro giovani costituitisi possano esserci ulteriori responsabilità. Nel frattempo, la comunità resta colpita da un episodio che ha trasformato una semplice uscita in bicicletta in una violenta aggressione culminata con il ricovero della vittima e un procedimento penale ora nelle mani della magistratura.

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