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Mario Roggero e Massimo Bossetti, contatto in carcere: cos’ha fatto l’assassino di Yara

Pubblicato: 24/07/2026 08:11

Per il momento Mario Roggero continuerà a scontare la sua pena nel carcere di Bollate, dove è arrivato dopo essersi costituito. La permanenza del gioielliere di Grinzane Cavour viene descritta come legata a una «situazione delicata», pur senza che vi siano «nessun privilegio». Tuttavia, il suo futuro all’interno dell’istituto penitenziario non sarebbe ancora definitivo e resta aperta l’ipotesi di un trasferimento in una struttura con un regime più severo.
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Ambientamento nel carcere e l’incontro con Bossetti

Roggero è detenuto nel quinto reparto del carcere milanese e, secondo quanto riferito dal suo legale Stefano Marcolini, starebbe gradualmente prendendo confidenza con la nuova realtà. «Si sta ambientando», ha spiegato l’avvocato parlando delle condizioni del suo assistito.

Tra gli incontri avvenuti nei primi giorni di detenzione c’è quello con Massimo Bossetti, detenuto per l’omicidio di Yara Gambirasio. Secondo quanto emerso, Bossetti avrebbe accolto Roggero con parole di incoraggiamento: «Sono qui da più tempo, se hai bisogno di consigli o di qualcosa, ci sono», avrebbe detto al nuovo arrivato.

Nello stesso reparto è presente anche Fabio Savi, uno dei componenti della banda della Uno Bianca, e Roggero starebbe iniziando a conoscere progressivamente gli altri detenuti della sezione.

Omicidio Yara Gambirasio: parla Massimo Bossetti dal carcere
Massimo Bossetti

La vita quotidiana a Bollate

Le giornate nel carcere di Bollate seguono una routine ben definita. Ogni mattina le celle vengono aperte nelle prime ore della giornata e richiuse alle 20. Ai detenuti è consentito trascorrere del tempo all’aria aperta e Roggero può inoltre effettuare una telefonata quotidiana di dieci minuti ai familiari.

Come gli altri reclusi, ha accesso anche al servizio di spesa interno, attraverso una lista di prodotti autorizzati dalla quale può scegliere beni di uso comune, tra cui pasta e caffè.

Secondo quanto riferito, Roggero continuerebbe però a ripetere una convinzione che lo accompagna fin dall’ingresso in carcere: «Non dovrei stare qui».

Il possibile impiego e le incognite sulla permanenza

Nei prossimi giorni Roggero potrebbe essere impiegato come contabile all’interno dell’istituto penitenziario. Una prospettiva che si inserisce nel percorso previsto per alcuni detenuti, ma che si intreccia con le valutazioni sulla sua permanenza a Bollate.

Secondo quanto riportato, infatti, il carcere milanese rappresenta una struttura alla quale, nella maggior parte dei casi, i detenuti accedono dopo aver maturato anni di buona condotta in altri istituti. Proprio questo aspetto avrebbe alimentato alcune perplessità interne in merito all’arrivo del gioielliere direttamente a Bollate.

Il rischio di un trasferimento

La permanenza di Roggero nell’istituto milanese non sarebbe quindi scontata. Tra le ragioni che alimenterebbero l’ipotesi di un trasferimento vi sarebbe il fatto che il suo carcere di riferimento è quello di Cuneo, oltre alla forte esposizione mediatica che ha accompagnato la vicenda.

Secondo le ricostruzioni riportate, anche la scelta di costituirsi direttamente a Bollate avrebbe contribuito ad alimentare il dibattito sulla sua assegnazione. A questo si aggiungerebbe la richiesta di poter ottenere rapidamente un incarico lavorativo all’interno del carcere, interpretata da alcuni come un tentativo di consolidare la permanenza nell’istituto. Proprio questa situazione, secondo quanto emerso, starebbe creando «qualche malumore».

Per il momento, però, Roggero resta detenuto a Bollate, mentre la decisione su un eventuale trasferimento non risulta ancora definita.

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