
La scomparsa della storica leader radicale riporta alla luce una pagina privata della sua vita: la decisione di accogliere in affido due bambine, Aurora e Rugiada, pur non avendo mai avuto figli biologici. Bonino aveva scelto di interrompere una gravidanza a 26 anni e, sulla maternità, si era espressa con parole nette: un figlio rappresenta un legame “per sempre”, e proprio quel “per sempre” non aveva mai trovato il coraggio di affrontarlo fino in fondo. Nonostante questa consapevolezza, l’esperienza dell’affido ha comunque attraversato la sua esistenza, intrecciandosi con un impegno politico già molto intenso.
Le due bambine erano figlie di due donne a cui la leader radicale si era molto legata. Entrambe avrebbero voluto interrompere la gravidanza ma non erano riuscite a farlo; Bonino decise allora di prendersi cura delle piccole fin dalla nascita, integrando questa responsabilità familiare nella sua vita quotidiana già scandita da impegni istituzionali e politici.
Il peso della doppia vita tra politica e famiglia
Gestire contemporaneamente un’agenda politica fittissima e il ruolo di madre si è rivelato via via più complicato. Bonino arrivò infine a riconoscere i propri limiti e maturò la scelta di separarsi dalle due bambine, con l’obiettivo di garantire loro una maggiore stabilità familiare. Una decisione che, per sua stessa ammissione, non fu affatto semplice da affrontare, né sul piano pratico né su quello emotivo.
Il rapporto con le due ragazze, dopo la separazione, ha preso strade diverse. Con Rugiada la leader radicale ha raccontato di aver mantenuto legami affettivi importanti nel tempo. Con Aurora, invece, il legame si è progressivamente allentato: la bambina era diventata una sorta di mascotte del partito radicale, e la abitudine di chiamare Bonino “mamma” era nata in modo naturale, proseguendo per un certo periodo.
Un distacco definito “terribile”
Nelle sue confessioni più recenti, Bonino aveva descritto quel momento di separazione come particolarmente doloroso. Aveva parlato apertamente della difficoltà di tornare a casa e trovare solo silenzio, un’immagine che restituisce tutto il peso emotivo di quella scelta. Questo racconto, arrivato dalla stessa protagonista poco prima della sua scomparsa, aggiunge un tassello importante alla comprensione della sua vita privata, spesso rimasta in secondo piano rispetto al suo lungo impegno pubblico.


