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“Si deve parlare solo italiano quando…”. La decisione che spiazza tutti, è polemica

Pubblicato: 24/07/2026 16:36

In campagna elettorale si dovrà utilizzare esclusivamente la lingua italiana oppure una delle lingue delle minoranze linguistiche riconosciute e tutelate dall’ordinamento. È questo il principio alla base di una proposta di legge presentata alla Camera dei deputati da alcuni parlamentari della Lega, tra cui Jacopo Morrone e il capogruppo Riccardo Molinari.

Il testo introduce il divieto di utilizzare altre lingue nella propaganda elettorale e prevede, per chi non rispetta la norma, una sanzione amministrativa compresa tra 500 e 1.000 euro.

La proposta è stata depositata alla fine di maggio, all’indomani della tornata di elezioni amministrative, durante la quale aveva suscitato polemiche il caso di Vigevano, dove due candidati di fede islamica avevano diffuso materiale elettorale in lingua araba.

Una vicenda che aveva spinto anche il leader della Lega, Matteo Salvini, a intervenire pubblicamente per prendere le distanze dall’iniziativa. “Il problema non è l’etnia o la religione”, aveva dichiarato, precisando però che “non puoi fare un volantino in arabo inneggiando ad Allah o fare un volantino col velo, quella è un’altra storia”.

Secondo i promotori della proposta, l’obiettivo è quello di garantire una comunicazione politica comprensibile all’intero corpo elettorale, evitando che parte dei messaggi diffusi durante la campagna risultino incomprensibili alla maggioranza degli elettori.

Nella relazione illustrativa, i deputati della Lega spiegano che l’iniziativa nasce per “arginare la recente tendenza di alcuni candidati di origine straniera a svolgere la campagna elettorale nella propria lingua madre”.

A giudizio dei firmatari, questo comportamento rischierebbe di compromettere la trasparenza del confronto politico, impedendo a una larga parte degli elettori di conoscere contenuti, promesse e programmi dei candidati.

Per questo motivo, il provvedimento limita l’utilizzo delle lingue diverse dall’italiano alle sole minoranze linguistiche storiche già riconosciute dalla legislazione italiana, lasciando quindi esclusa ogni altra lingua straniera.

La proposta dovrà ora iniziare il suo iter parlamentare alla Camera. Se approvata, introdurrebbe nuove regole per la propaganda elettorale, con l’obiettivo dichiarato di rendere i messaggi politici accessibili e comprensibili a tutti gli elettori.

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