
Emergono i primi risultati dell’autopsia sul corpo del bambino di un anno e mezzo morto nei giorni scorsi all’ospedale di Catanzaro dopo essere arrivato con sintomi riconducibili a una gastroenterite. Secondo gli accertamenti medico-legali disposti dalla Procura, il piccolo sarebbe deceduto a causa di un grave processo infettivo-infiammatorio sistemico di natura settica, provocato da un’infezione particolarmente aggressiva. Le prime conclusioni hanno inoltre escluso, allo stato attuale delle indagini, criticità nella gestione sanitaria durante il ricovero.
L’esame autoptico ha evidenziato un quadro clinico estremamente grave, caratterizzato da un processo settico che avrebbe interessato più organi. L’infezione avrebbe colpito in particolare polmoni e pleura, cuore e pericardio, oltre al sistema nervoso centrale, con un coinvolgimento meningo-encefalico. Gli investigatori precisano che il decesso potrebbe essere stato causato da uno o più microrganismi e non necessariamente da un singolo batterio, come ipotizzato inizialmente.
Alla luce dei primi riscontri, la Procura di Catanzaro ha deciso di trasmettere il fascicolo ai magistrati di Vibo Valentia, ritenendo che gli elementi raccolti indirizzino le indagini verso il territorio in cui il bambino viveva e frequentava l’asilo. L’obiettivo resta quello di ricostruire con precisione l’origine dell’infezione e verificare eventuali responsabilità.
Il piccolo frequentava la Family Baby School di Tropea, struttura attualmente posta sotto sequestro mentre proseguono gli accertamenti epidemiologici. La decisione è stata presa dopo che anche altri bambini iscritti allo stesso asilo hanno manifestato sintomi analoghi a quelli del piccolo deceduto.
Nei giorni scorsi un altro bambino è stato ricoverato in via precauzionale, mentre 38 piccoli sono stati posti sotto sorveglianza sanitaria. Le autorità sanitarie stanno monitorando costantemente la situazione per verificare l’eventuale comparsa di nuovi casi e individuare un possibile collegamento tra gli episodi.
L’inchiesta proseguirà ora nel Vibonese, in attesa dei risultati delle analisi microbiologiche, considerate decisive per identificare con certezza l’agente patogeno responsabile dell’infezione. Gli esami dovranno chiarire se il decesso sia stato provocato da un unico microrganismo o da una combinazione di agenti infettivi, consentendo agli investigatori di ricostruire l’intera catena degli eventi che ha portato alla tragedia.


