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Caso ricina, il giallo della colazione del 24 dicembre: cos’hanno scoperto

Pubblicato: 28/07/2026 18:27

Proseguono le indagini sul caso di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia morte dopo essere state avvelenate con la ricina a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Gli investigatori della Squadra Mobile stanno concentrando l’attenzione su alcuni dettagli che potrebbero rivelarsi decisivi per ricostruire come il veleno sia entrato nell’abitazione della famiglia.

Tra gli elementi finiti sotto la lente d’ingrandimento ci sono una scala esterna che consentirebbe l’accesso ai piani superiori dell’edificio e la colazione consumata la mattina del 24 dicembre, un momento che, secondo quanto emerso, non sarebbe stato approfondito nelle prime testimonianze.

La pista della scala esterna

Uno degli aspetti su cui si stanno soffermando gli investigatori riguarda la conformazione dell’immobile.

Secondo quanto riferito nel corso della trasmissione Vita in Diretta, una scala esterna permetterebbe di raggiungere il terzo piano senza attraversare l’appartamento principale della famiglia Di Vita.

Si tratta di un particolare che sarebbe emerso anche dalle dichiarazioni di Alice Di Vita, la quale avrebbe raccontato agli investigatori di essere rientrata a casa la sera del 23 dicembre utilizzando proprio quel percorso per raggiungere la propria stanza.

Gli inquirenti stanno cercando di capire se quell’accesso possa aver avuto un ruolo nell’inchiesta oppure se rappresenti semplicemente uno dei possibili ingressi all’edificio.

Il mistero della colazione del 24 dicembre

Tra i momenti che vengono ora ricostruiti con maggiore attenzione c’è la colazione del 24 dicembre, consumata nell’abitazione della famiglia.

Secondo quanto riportato da Vita in Diretta, insieme alla cena del 23 dicembre e al cenone della Vigilia trascorso nell’appartamento della nonna, anche quel pasto rientrerebbe tra quelli indicati dalla consulenza medico-legale come possibili occasioni di esposizione alla ricina.

A destare particolare interesse è il fatto che, sempre secondo quanto riferito durante la trasmissione, nelle prime testimonianze raccolte dagli investigatori nessuno avrebbe fatto riferimento a quella colazione, circostanza che ora viene approfondita nell’ambito delle indagini.

Nuove audizioni tra familiari e conoscenti

Nel frattempo la Squadra Mobile di Campobasso ha avviato un nuovo ciclo di audizioni che coinvolge persone vicine alla famiglia.

L’obiettivo è verificare le dichiarazioni già raccolte, confrontarle tra loro e cercare eventuali elementi utili a chiarire i numerosi punti ancora irrisolti dell’inchiesta.

Come è entrata la ricina in casa?

Per gli investigatori esiste ormai un punto fermo: Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita sono morte dopo essere state avvelenate con la ricina.

Resta però ancora senza risposta il principale interrogativo dell’indagine: in che modo il veleno è stato introdotto nell’abitazione.

Tra le ipotesi al vaglio figurano la contaminazione di un alimento o di una bevanda, ma anche quella di un oggetto o di un regalo ricevuto durante le festività natalizie. Al momento, tuttavia, nessuna pista viene considerata prevalente e gli accertamenti proseguono in tutte le direzioni, nel tentativo di ricostruire con precisione la catena degli eventi che ha portato alla morte di madre e figlia.

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