
Una vicenda che intreccia fragilità psicologica, isolamento, relazioni nate sul web e un omicidio che ha sconvolto il Regno Unito e gli Stati Uniti. È la storia di Sonia Exelby, una donna britannica di 32 anni trovata uccisa in Florida nell’ottobre 2025. Per l’omicidio è sotto processo l’americano Dwain Chadwick Hall, che sostiene di aver agito su richiesta della vittima, mentre l’accusa lo ritiene responsabile di un omicidio aggravato.
Il caso, seguito da numerosi media britannici e statunitensi, continua a far discutere per la complessità delle circostanze che hanno preceduto la morte della giovane.
Dall’adozione all’isolamento
Nata a Portsmouth, Sonia Exelby era l’ultima di sei fratelli. Soprannominata “Lamby”, cioè “agnellino”, per il suo carattere mite, fu data in adozione quando era ancora bambina, poiché la famiglia d’origine non era in grado di garantirle un’adeguata assistenza.
Cresciuta nell’Hampshire, aveva mostrato un notevole talento per la musica e si era iscritta all’università. Con il passare degli anni, però, iniziò a soffrire di depressione e di altri disturbi psicologici, interrompendo gli studi e isolandosi progressivamente dalla famiglia e dagli amici.
Secondo quanto ricostruito dal Telegraph, trascorreva gran parte del tempo online, frequentando forum e chat.
L’incontro sul web con Dwain Hall
Nel 2023 la donna avrebbe iniziato a entrare in contatto con utenti di siti e piattaforme online dedicati a contenuti estremi. Tra questi vi era un uomo che utilizzava il nickname “alphasadist”, identificato dagli investigatori in Dwain Chadwick Hall, residente in Florida.
I due avrebbero continuato a comunicare attraverso applicazioni di messaggistica privata, fino a organizzare un incontro negli Stati Uniti.
La famiglia della giovane, preoccupata, aveva segnalato la situazione alle autorità britanniche, temendo che potesse essere manipolata. Nonostante ciò, nell’aprile 2025 Sonia riuscì a partire per gli Stati Uniti.
L’incontro in Florida e l’omicidio
Secondo l’accusa, Hall incontrò Exelby in una struttura ricettiva nella zona di Reddick, in Florida.
Gli investigatori sostengono che, poco prima dell’arrivo della donna, l’uomo avesse acquistato alcuni oggetti successivamente ritenuti rilevanti per le indagini.
Nelle ore successive Sonia Exelby venne uccisa. Hall ha ammesso di aver causato la morte della donna, ma sostiene che ciò sia avvenuto su sua richiesta. Gli inquirenti, invece, ritengono che l’imputato abbia pianificato il delitto, approfittando della particolare vulnerabilità della vittima.
Le indagini hanno inoltre ricostruito che, dopo il delitto, il corpo fu nascosto in un’area boschiva. Gli investigatori sono riusciti a localizzarlo grazie all’analisi dei dati del telefono cellulare, dei movimenti dell’imputato e di altri elementi raccolti durante l’inchiesta.
Il processo e la difesa dell’imputato
Hall si trova detenuto negli Stati Uniti e deve rispondere dell’accusa di omicidio. La moglie, Ginger Stein, ha pubblicamente preso le difese del marito, sostenendo che non avrebbe cercato la vittima e che tra i due si sarebbe instaurato un rapporto nato dall’iniziativa della stessa Exelby.
La ricostruzione della difesa è però contestata dalla procura, che ritiene Hall pienamente responsabile dell’uccisione della giovane. La sentenza è attesa entro la fine dell’anno.
Il ricordo della famiglia
In un comunicato diffuso nei giorni scorsi, i familiari hanno ricordato Sonia come «una persona davvero meravigliosa, dentro e fuori».
«Aveva un’anima di una dolcezza infinita», hanno scritto, ricordando la sua scelta di diventare vegana per rispetto degli animali, il talento nel suonare il pianoforte e la sua voce «come quella di un angelo».
«Era una di quelle rare persone che ti facevano sentire completamente libero di essere te stesso. Non giudicava mai, non criticava mai: accoglieva semplicemente le persone così come erano e le amava per questo. È qualcosa che molti di noi porteranno con sé per sempre», conclude il messaggio della famiglia.


