
L’ex responsabile della gestione della pandemia negli Stati Uniti, Anthony Fauci, ha scelto di non rispondere alle domande rivoltegli durante un’audizione al Senato, appellandosi al Quinto Emendamento della Costituzione americana. Una decisione che, se da un lato rappresenta un diritto costituzionalmente garantito, dall’altro potrebbe aprire la strada a un’accusa di oltraggio al Congresso, come annunciato dal presidente della Commissione per la Sicurezza del Senato, il senatore repubblicano Rand Paul.
Nel corso della seduta, svoltasi mercoledì 29 luglio, Fauci ha invocato il diritto a non autoincriminarsi per oltre cento volte, evitando di rispondere ai quesiti posti dai membri della Commissione. L’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases ha motivato la propria scelta facendo riferimento alla tutela prevista dal Quinto Emendamento, che impedisce di costringere una persona a testimoniare contro se stessa in un procedimento penale.
Leggi anche: Covid, aumentano i morti: ritornano gli open day
Lo scontro con Rand Paul
L’audizione ha segnato un nuovo capitolo del lungo confronto tra Anthony Fauci e Rand Paul, che negli ultimi anni si sono scontrati ripetutamente sulla gestione dell’emergenza sanitaria. Il senatore del Kentucky sostiene che l’ex immunologo non potesse ricorrere al Quinto Emendamento per sottrarsi alle domande della Commissione e ritiene inoltre che un’eventuale grazia concessa dall’ex presidente Joe Biden non sarebbe sufficiente a proteggerlo da possibili conseguenze giudiziarie.
Al termine dell’audizione, Paul ha annunciato l’intenzione di sottoporre al voto del Senato una proposta per contestare a Fauci il reato di oltraggio al Congresso, ritenendo ingiustificato il suo rifiuto di collaborare durante l’interrogatorio.
Nel corso dell’udienza, Fauci ha anche accusato il senatore repubblicano di perseguire un obiettivo preciso, affermando che Paul vorrebbe vederlo finire in carcere.

Le polemiche sulla gestione della pandemia
Negli ultimi anni Anthony Fauci è diventato una delle figure più controverse del dibattito pubblico americano. Durante la pandemia di Covid-19 è stato al centro di numerose critiche e di accuse, comprese teorie secondo cui avrebbe fatto parte di presunti complotti finalizzati a limitare le libertà dei cittadini statunitensi.
Il medico, oggi 85enne e in pensione dal 2022, ha guidato il National Institute of Allergy and Infectious Diseases per 38 anni, attraversando amministrazioni sia repubblicane sia democratiche. Nel periodo dell’emergenza sanitaria è diventato il volto della risposta degli Stati Uniti al Covid-19, assumendo un ruolo centrale nella comunicazione delle misure sanitarie.
Le sue indicazioni sul lockdown, sull’utilizzo delle mascherine, sul distanziamento sociale e sulla campagna vaccinale sono state oggetto di un forte scontro politico. Nonostante i vaccini siano stati ritenuti sicuri ed efficaci, il tema ha alimentato un acceso confronto negli Stati Uniti, trasformandosi in uno dei principali elementi di divisione del dibattito pubblico.

Anche l’attuale presidente Donald Trump, con il quale Fauci aveva avuto diversi contrasti durante la pandemia, è intervenuto prima dell’audizione. Attraverso i social media ha definito le posizioni dell’ex consulente sanitario con parole molto dure, scrivendo che le sue idee erano «PAZZE!».
La scelta di appellarsi al Quinto Emendamento rappresenta ora il nuovo elemento di scontro tra Fauci e una parte del Partito Repubblicano. Mentre il Senato si prepara a esaminare la proposta annunciata da Rand Paul, resta aperto il confronto sulla legittimità della decisione dell’ex funzionario federale di non rispondere alle domande della Commissione.


