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Garlasco, corpo di Chiara in tv: il particolare sulla reazione dei Poggi lo notano tutti. Gelo totale

Pubblicato: 30/07/2026 18:09

Un importante intervento dell’Autorità di controllo riporta al centro del dibattito mediatico il confine valicabile tra il diritto di cronaca e il rispetto dovuto alle vittime e ai loro familiari, segnando un punto di svolta nella gestione delle immagini d’archivio nei grandi casi giudiziari. Il garante per la privacy e la protezione dei dati personali ha inflitto una sanzione di quasi 60mila euro a due programmi televisivi per la diffusione di immagini del cadavere di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Il provvedimento risale a un mese fa ed è scattato a seguito del ricorso presentato dai genitori della giovane, Giuseppe Poggi e Rita Preda. Secondo l’autorità, i filmati e gli scatti trasmessi sarebbero stati lesivi della dignità della vittima.

Nel mirino erano finite le immagini e i dettagli del ritrovamento trasmessi nella puntata delle Iene ‘Inside, delitto di Garlasco, caso riaperto’ mandata in onda il 30 marzo 2025 e una clip della puntata del programma “Zona Bianca” del 9 luglio 2025. In entrambi i casi i legali lamentavano una violazione della dignità della vittima e del principio di essenzialità dell’informazione.

Dignità della vittima e limiti del diritto di cronaca

La decisione dell’Autorità stabilisce paletti precisi per il giornalismo televisivo e d’inchiesta, censurando l’uso di dettagli grafici ritenuti non necessari al racconto dei fatti. Contestata la messa in onda delle immagini relative all’area di ritrovamento del cadavere, con particolare risalto alle tracce ematiche e alla salma. L’autorità ha stabilito che tali dettagli visivi non possono essere considerati essenziali ai fini del racconto giornalistico. Di conseguenza, la trasmissione avrebbe violato le norme del codice deontologico, con immagini ritenute “ingiustamente lesive della dignità personale della vittima e della sua famiglia senza nulla aggiungere alla narrazione dei fatti e delle vicende legate al caso giudiziario”.

La pronuncia trova la piena condivisione dei rappresentanti legali dei familiari della ragazza, pronti a proseguire la battaglia su altri fronti editoriali. “Siamo pienamente concordi con il garante: la pubblicazione di immagini così crude del cadavere della vittima può essere giustificata, in base al principio della essenzialità, solo quando le immagini sono assolutamente indispensabili per illustrare al pubblico un vero elemento investigativo nuovo, che invece non c’era”. A parlare è stato l’avvocato Vinicio Longo che si è occupato dei due reclami presentati dai genitori di Chiara Poggi, papà Giuseppe e la mamma Rita Preda. La famiglia avrebbe già proposto altri due reclami – ora al vaglio del garante – nei confronti di un’altra trasmissione televisiva e di un settimanale.

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