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“Mai successo prima”. Sondaggi, i numeri che cambiano tutto: colpo di scena

Pubblicato: 30/07/2026 11:12

La politica italiana entra in una fase di grande movimento mentre si avvicina la pausa estiva dei lavori parlamentari. A poco meno di un anno dalle prossime elezioni politiche del 2027, i partiti iniziano già a definire strategie, possibili alleanze e leadership. Tra riforme in discussione, nuovi equilibri interni e sondaggi sulle future coalizioni, il confronto tra centrodestra e campo largo è destinato ad animare i prossimi mesi.

L’ultimo passaggio parlamentare ha riguardato il disegno di legge sulla detenzione domiciliare per detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti che scelgono di aderire a un percorso di recupero. Il provvedimento, già approvato dal Senato, ha ricevuto il via libera della Camera con 153 voti favorevoli, 42 contrari e 82 astensioni. La maggioranza ha votato compatta a favore, mentre molte forze di opposizione hanno scelto l’astensione, condividendo l’impianto generale della norma ma evidenziando alcune criticità.

Il vero banco di prova per il governo Meloni, però, resta la riforma della legge elettorale, ribattezzata Melonellum o Stabilicum, già approvata a Montecitorio e ora attesa al Senato. Una modifica destinata a incidere sugli equilibri della prossima legislatura e che arriva in un momento in cui i partiti stanno già ragionando sulle future alleanze.

Nel centrodestra tiene banco soprattutto il caso Roberto Vannacci e il possibile ingresso nella coalizione di Futuro Nazionale, il movimento fondato dal generale. La scelta della premier Giorgia Meloni potrebbe rivelarsi decisiva: includere Vannacci significherebbe trasformare un voto di protesta in un consenso potenzialmente utile per la maggioranza, ma aprirebbe anche nuovi equilibri all’interno della coalizione.

Sul fronte opposto, il nodo principale riguarda invece la leadership del centrosinistra. La domanda che accompagna da mesi il dibattito politico è chi guiderà la coalizione alle prossime elezioni: l’attuale segretaria del Partito Democratico Elly Schlein oppure una nuova figura emergente come la sindaca di Genova Silvia Salis.

A sorprendere è il risultato di un sondaggio Lab21 pubblicato il 23 luglio, secondo cui il nome preferito dagli intervistati per guidare il campo progressista sarebbe quello di Giuseppe Conte. Il presidente del Movimento 5 Stelle raccoglierebbe il 50,2% delle preferenze, oltre il doppio rispetto a Schlein, ferma al 20,4%.

Il dato rilancia il ruolo dell’ex presidente del Consiglio, già alla guida di due governi in fasi politiche molto diverse: il primo esecutivo gialloverde sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega tra il 2018 e il 2019, e il successivo governo giallorosso con il sostegno di M5S e Pd, nato nel 2019 e segnato dalla gestione della pandemia di Covid-19.

Dietro Conte emergono però anche altri nomi. La sorpresa del sondaggio è Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, che raccoglie l’11,9%. Seguono Matteo Renzi, leader di Italia Viva, con il 10,2%, e Nicola Fratoianni, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, con il 4,2%. Numeri che fotografano una possibile gerarchia interna al centrosinistra diversa dal semplice peso elettorale dei singoli partiti.

La leadership resta quindi il principale interrogativo per il campo largo, impegnato nella costruzione di un’alleanza tra Pd, Movimento 5 Stelle e Avs. Restano da definire non solo il candidato premier, ma anche il programma comune e il rapporto con le forze centriste. Nel frattempo, gli scenari legati alla nuova legge elettorale e al possibile ruolo di Vannacci continueranno a pesare sugli equilibri del centrodestra.

Secondo alcune simulazioni elettorali, il sistema di voto potrebbe cambiare significativamente gli equilibri parlamentari. Con l’attuale Rosatellum, il centrodestra allargato a Futuro Nazionale otterrebbe una maggioranza risicata alla Camera, mentre con lo Stabilicum il vantaggio aumenterebbe sensibilmente. Anche al Senato la differenza sarebbe rilevante: da uno scenario di possibile stallo a una maggioranza più ampia per la coalizione guidata da Meloni.

Numeri che spiegano perché, a Roma, il dibattito sulle alleanze e sulle regole del voto sia già entrato nel vivo. A un anno dalle urne, la partita politica del 2027 è ancora tutta da costruire, ma i primi segnali indicano che la sfida sarà giocata soprattutto su due fronti: la leadership del centrosinistra e la capacità del centrodestra di consolidare la propria maggioranza.

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