
Un infarto, il rischio concreto di perdere la vita e una nuova consapevolezza che ha cambiato radicalmente il suo modo di guardare al futuro. Antonio Banderas si è raccontato in una lunga intervista al magazine People, ripercorrendo uno dei momenti più difficili della sua esistenza: il malore che lo colpì nel 2017 mentre si trovava nella sua abitazione nel Surrey, in Inghilterra. Da allora, spiega l’attore spagnolo, nulla è stato più come prima. Quell’esperienza lo ha spinto a modificare le proprie abitudini, a smettere di fumare e a tornare definitivamente nella sua amata Malaga.
“Quando la morte ti sfiora capisci cosa conta davvero”
Ricordando quei momenti, Banderas racconta di aver compreso quanto la vita possa cambiare improvvisamente. «Sai sempre, almeno in teoria, che un giorno morirai. Ma quando la morte ti passa così vicino, capisci con una chiarezza brutale quanto sia inutile perdere tempo con ciò che non conta», ha spiegato.
L’attore ha definito quell’infarto un evento traumatico ma, allo stesso tempo, profondamente trasformativo. «È stata la cosa migliore che mi sia mai capitata. È come se qualcuno mi avesse messo degli occhiali: all’improvviso vedevo una realtà che prima mi sfuggiva», ha raccontato, spiegando di aver imparato ad apprezzare ogni singolo momento della quotidianità.
Una nuova vita tra Malaga, teatro e ristorazione
Dopo il malore, Antonio Banderas ha deciso di rallentare i ritmi e tornare a vivere nella città dove è nato. Oggi dedica gran parte del suo tempo al Teatro del Soho CaixaBank di Malaga, dove produce spettacoli e musical, oltre a seguire le attività imprenditoriali legate alla ristorazione.
«Il cibo e la gastronomia sono cultura», afferma l’attore, che ha investito in diversi ristoranti. Una passione che ha trovato spazio anche nel suo nuovo film, “Tony – Diario di un giovane cuoco”, in uscita nelle sale italiane dal 27 agosto, nel quale interpreta uno chef che segna il percorso di crescita del giovane Anthony Bourdain, interpretato da Dominic Sessa.
Parlando del personaggio, Banderas spiega che è ispirato allo chef Ciro Cozzi, considerato uno dei mentori di Bourdain. «Era un uomo buono, uno che aveva qualcosa da dire», racconta, sottolineando come sia stato naturale accettare un progetto ambientato nel mondo della cucina.
Da Almodóvar a Zorro, una carriera lunga quarant’anni
Nel corso dell’intervista Banderas ripercorre anche le tappe principali della sua carriera. Il debutto sul grande schermo arrivò con “Labirinto di passioni” di Pedro Almodóvar, prima di conquistare Hollywood con film come “Philadelphia”, “Intervista col vampiro” ed “Evita”.
La consacrazione internazionale arrivò però nel 1998 grazie al ruolo di Zorro ne La maschera di Zorro, personaggio che interpretò nuovamente nel sequel del 2005.
Ripensando agli anni trascorsi negli Stati Uniti, l’attore ammette di averli vissuti con entusiasmo, ma senza mai sentirli definitivi. «Sono stati anni bellissimi ed emozionanti a Los Angeles, ma ho sempre saputo che non ero destinato a vivere a Malibu. La mia casa era Malaga», racconta.
“Non voglio accumulare cose, voglio vivere”
Oggi, dopo l’esperienza dell’infarto, Banderas dice di avere una scala di valori completamente diversa rispetto al passato. Non sono più il successo o i beni materiali a guidare le sue scelte, ma la qualità del tempo trascorso con le persone e le esperienze vissute.
«Le persone vivono come se non dovessero morire mai. Accumulano cose. Io non voglio accumulare nulla. L’unica cosa che mi interessa adesso è l’esperienza di vivere», conclude l’attore, lasciando una riflessione che va ben oltre il mondo del cinema.


