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Madonna piange William Orbit e ricorda Ray of Light: “Sei stato il mio raggio di luce”

Pubblicato: 08/08/2026 16:20

La morte di William Orbit, scomparso a 69 anni, ha segnato profondamente Madonna, che ha affidato a un lungo ricordo il dolore per la perdita del produttore con cui aveva realizzato Ray of Light, l’album che nel 1998 cambiò radicalmente la direzione musicale della popstar. Il loro incontro non fu soltanto una collaborazione di successo, ma rappresentò per Madonna l’inizio di una nuova fase artistica, costruita su sonorità elettroniche, trip hop e techno che si allontanavano dai percorsi musicali affrontati fino a quel momento. Orbit contribuì così a creare un suono riconoscibile e originale, diventato uno dei passaggi più importanti della carriera della cantante.

Ray of Light conteneva brani come Frozen e The Power of Good-Bye e conquistò tre Grammy Awards, consacrando anche Orbit come uno dei produttori più importanti della scena musicale degli anni Novanta. Il successo del disco gli aprì infatti la strada verso nuove collaborazioni, tra cui quelle con Blur, U2 e All Saints. Il lavoro realizzato insieme a Madonna avrebbe inoltre influenzato artiste di generazioni successive, tra cui FKA Twigs e Addison Rae, che hanno indicato quell’album come un riferimento.

Per Madonna, però, il valore di quell’esperienza non si misura soltanto attraverso i riconoscimenti e i risultati ottenuti. L’incontro con Orbit arrivò in un momento in cui la popstar, nonostante fosse già una delle artiste più celebri al mondo, sentiva l’esigenza di cercare una nuova direzione senza rinunciare alla propria identità. Insieme riuscirono a costruire un linguaggio musicale che sfuggiva alle classificazioni. «La musica non doveva per forza rientrare in categorie o generi», ha ricordato Madonna, spiegando come da quella intuizione nacque qualcosa di completamente nuovo per entrambi.

Il ricordo di Madonna: «Sei stato il mio raggio di luce»

Nel messaggio dedicato a William Orbit, Madonna ha raccontato anche il particolare rapporto creativo che si era instaurato tra loro. La cantante affidava al produttore intuizioni melodiche e frammenti di testo, anche quando non avevano ancora una forma compiuta, confidando nella sua capacità di trasformarli in musica. «Usavo le parole senza preoccuparmi se avessero un senso o meno», ha ricordato, descrivendo Orbit come la persona capace di darle un nuovo spazio creativo.

Il riferimento più personale arriva quando Madonna paragona il produttore alla figlia Lola, nata proprio in quel periodo. «Per molti versi sei stato il mio raggio di luce, così come lo è stata mia figlia Lola, nata in quel periodo», ha scritto nel ricordarlo. Orbit, ha spiegato la cantante, le aveva offerto «un tappeto magico su cui volare», permettendole di esplorare attraverso la musica emozioni e luoghi tanto tristi quanto gioiosi.

Il rapporto tra i due era fatto anche di una profonda intesa all’interno dello studio di registrazione. Madonna ha descritto quelle sessioni come un’esperienza quasi spirituale, paragonando lo studio a una chiesa. Lei sedeva in silenzio e aspettava che le idee del produttore prendessero forma dalla tastiera o dalla chitarra, per poi seguirle nel processo creativo. Nel suo ricordo non manca neppure un riferimento affettuoso ai suoi «denti storti» e al suo «genio», due elementi che Madonna associa alla personalità dell’uomo con cui aveva condiviso quella stagione fondamentale.

Dopo Ray of Light, le strade musicali dei due continuarono a incrociarsi, anche se Orbit non produsse più un intero album della popstar. Madonna scelse ancora una volta di cambiare direzione e per Music si affidò principalmente a Mirwais, mentre Orbit lavorò a tre brani. La sua presenza rimase comunque importante nella costruzione di quella fase artistica. Madonna ha infatti riconosciuto che senza quel percorso condiviso non avrebbe trovato l’ispirazione necessaria per scrivere canzoni come Drowned World e Swim.

La collaborazione si è quindi conclusa senza trasformarsi in una presenza costante nella discografia successiva, ma il legame artistico è rimasto. Nel ricordare Orbit, Madonna ha sottolineato proprio la fortuna di averlo incontrato e di aver condiviso con lui quella fase di esplorazione musicale. «Sono stata così fortunata ad averti conosciuto e ad essere caduta nella tana del coniglio con te», ha scritto, affidando a queste parole l’ultimo saluto a un produttore che, per lei, non fu soltanto un collaboratore, ma una delle persone che contribuirono a cambiare il corso della sua musica.

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