
Dentro Report è cominciata la resa dei conti. Il futuro di Sigfrido Ranucci alla guida del programma d’inchiesta di Rai 3 è sempre più incerto e, mentre in Rai non esiste ancora una decisione ufficiale sulla prossima stagione, nella redazione qualcuno sembra essersi già portato avanti. Secondo il retroscena pubblicato da Il Messaggero, gli uomini più vicini al conduttore avrebbero infatti iniziato a organizzare il “dopo Ranucci”.
Il paradosso è tutto qui: a limitarne progressivamente il potere non sarebbero avversari esterni, ma alcuni dei suoi collaboratori più autorevoli. Al centro della partita ci sono Giorgio Mottola e Giulio Valesini, due figure considerate finora tra i pilastri della squadra. Il primo è uno degli inviati di punta e ha firmato alcune delle inchieste politicamente più delicate della trasmissione; il secondo è un giornalista interno Rai con un peso importante nella struttura.
Nasce il comitato editoriale e Ranucci perde terreno
La mossa che ha fatto esplodere la tensione è la nascita di un comitato editoriale, promosso proprio da Mottola e Valesini e approvato all’unanimità dalla redazione e dai collaboratori. Il nuovo organismo dovrebbe avere un ruolo centrale nella preparazione della stagione autunnale: scegliere le inchieste, seguirne lo sviluppo e stabilire tempi e modalità della messa in onda.
Formalmente si tratta di una riorganizzazione del lavoro. Politicamente ed editorialmente, però, il significato appare molto più pesante. Per Ranucci quella struttura rischia di trasformarsi in un vero commissariamento interno, capace di sottrargli progressivamente il controllo della macchina editoriale che ha guidato per anni.
La frattura con i fedelissimi e la partita sul dopo
All’esterno la redazione continua a mostrarsi compatta attorno al conduttore, ma dietro le quinte la frattura sarebbe ormai evidente. Ranucci avrebbe vissuto la costituzione del comitato come un tentativo di esautorarlo e accompagnarlo verso l’uscita, tanto da manifestare ai collaboratori tutta la propria amarezza dopo un iniziale silenzio.
Il punto più delicato è proprio il rapporto con quelli che erano considerati i suoi uomini di fiducia. Il possibile ridimensionamento non arriva infatti da una componente ostile della Rai, ma dall’interno della stessa squadra di Report. E mentre il destino autunnale di Ranucci resta formalmente sospeso, la successione sembra essere già iniziata.


