
Il Pacifico si sta riscaldando a ritmi eccezionali e il rafforzamento di El Niño potrebbe avere conseguenze sulla circolazione atmosferica globale, con possibili ripercussioni anche sull’Italia e sull’Europa. Gli esperti stanno monitorando con attenzione l’evoluzione del fenomeno, che potrebbe intensificarsi ulteriormente nei prossimi mesi.
Nel Pacifico il calore si accumula in profondità
Nella fascia equatoriale orientale del Pacifico, le temperature dell’acqua sono attualmente oltre 2°C sopra la media. Il segnale più significativo, però, arriva dagli strati profondi dell’oceano.
Secondo i dati del Climate Prediction Center del National Weather Service statunitense, durante luglio il riscaldamento ha interessato anche le acque sotto la superficie, con anomalie che in alcuni punti hanno raggiunto +10°C rispetto alla norma.
Anche il termoclino, la fascia che separa le acque superficiali più calde da quelle fredde profonde, si trova più in profondità del normale. Un’indicazione che, secondo gli esperti, conferma l’accumulo sotto la superficie di una grande quantità di calore, destinata ad alimentare il sistema oceano-atmosfera alla base di El Niño.
El Niño verso un evento fuori scala
Le proiezioni elaborate dai modelli previsionali internazionali del Climate Prediction Center indicano che il fenomeno potrebbe rafforzarsi ulteriormente fino alla fine del 2026.
Tra ottobre e dicembre la probabilità stimata che El Niño raggiunga un’intensità superiore a qualsiasi altro episodio osservato dal 1950 è del 69%, con un’anomalia termica prevista intorno a +2,5°C.
Se queste proiezioni fossero confermate, si tratterebbe di un evento eccezionale rispetto a quelli registrati finora. Gli stessi esperti, tuttavia, invitano alla prudenza: un El Niño di questa intensità può aumentare la probabilità di condizioni meteorologiche estreme, ma non significa che tali eventi si verificheranno necessariamente.
Cosa può succedere in Italia
L’Europa non è tra le aree direttamente più influenzate da El Niño, ma i cambiamenti nella circolazione atmosferica globale possono avere effetti anche sul continente.
Il fenomeno può favorire la presenza di anticicloni subtropicali più robusti e persistenti, con possibili conseguenze sulla stagione calda. In Italia questo potrebbe significare una maggiore probabilità di periodi caratterizzati da caldo intenso e afa persistente.
Il quadro potrebbe però cambiare rapidamente. A fasi molto calde potrebbero infatti seguire, anche a distanza ravvicinata, episodi di forte instabilità, con nubifragi e precipitazioni particolarmente intense.
È quella che viene definita «schizofrenia climatica»: condizioni torride che possono alternarsi improvvisamente a temporali violenti anche nella stessa area, rendendo il quadro meteorologico particolarmente variabile e difficile da prevedere.


