
Una trama oscura e dalle ramificazioni inquietanti è stata sventata in extremis dagli agenti federali, interrompendo una spirale di radicalizzazione sotterranea che rischiava di culminare in un evento catastrofico. Tra l’ombra di piattaforme criptate e sopralluoghi minuziosi condotti nei luoghi simbolo del potere istituzionale, le indagini hanno portato a galla intenzioni spietate e preparativi avanzati per un attacco ad altissimo impatto. L’operazione d’urgenza ha neutralizzato una minaccia concreta diretta contro il cuore pulsante dello Stato, rivelando dettagli sconvolgenti su una strategia violenta studiata nei minimi particolari per seminare terrore, distruzione e disordine istituzionale.
Jessica Bowie, questo il suo nome, è stata accusata di tentato sostegno materiale a “organizzazioni terroristiche straniere” ufficialmente designate, secondo quanto riportato dai documenti del tribunale e da funzionari dell’Fbi nel corso di una conferenza stampa. La donna si sarebbe convertita all’Islam diventando un’attiva sostenitrice online dell’Isis: pubblicava messaggi antiamericani, esprimendo anche sostegno agli autori degli attentati dell’11 Settembre del 2001. Una deriva estremista cresciuta attraverso la rete e trasformatasi rapidamente in operatività sul campo.
Il piano contro il Campidoglio e il blitz dell’Fbi
Secondo la denuncia penale a suo carico, Bowie avrebbe manifestato a un informatore dell’Fbi il suo appoggio al gruppo fuorilegge e chiesto indicazioni su come fabbricare esplosivi. Avrebbe detto all’informatore, inoltre, che si sarebbe recata al Campidoglio con la scusa dei picnic, così da “osservare” e studiare le misure di sicurezza, puntando a un’azione clamorosa contro il cuore politico dello Stato di New York, che ospita entrambe le camere dell’assemblea legislativa. Tramite un’app di messaggistica criptata, avrebbe inoltre riferito di aver recuperato “della letteratura anarchica presso il centro per la giustizia sociale” per ricavarne suggerimenti.
«Voglio distruggere la maggior parte possibile dell’edificio e uccidere i senatori mentre sono riuniti. Voglio anche che perdano molti documenti importanti», ha scritto la donna. Il piano prevedeva la fuga in Siria, ma la sospettata avrebbe suggerito di poter tornare negli Usa per colpire altri obiettivi di alto profilo, tra cui Times Square a New York. Dopo essersi procurata una borsa di DoorDash e i componenti per una bomba, inclusi dei chiodi da utilizzare come schegge, Bowie è stata arrestata il 19 agosto con un blitz dell’Fbi.


